Letture estive
Dopo il Mandrogno, di cui ho parlato qualche post fa, avevo deciso di portarmi dietro roba leggera. E così ho fatto. Ho infilato in valigia, un po' ad minchiam, delle cosine tranquille da sfogliare mentre stavo sotto l'ombrellone, e vado testè a raccontarvele:
- Una fantaminchiata intitolata "Cacciatori di Vampiri", di un'autrice che non ricordo. E' la storia di una Buffy in piena epoca Regency. Divertente, per un pomeriggio. Cioè, questa ragazza, neanche simpaticissima e anche un pelo zoccola, tra un tè coi pasticcini e una quadriglia, impala vampiri in virtù del banale ed ovvio fatto che nella sua famiglia le donne hanno sempre fatto così. La invidio: le donne della mia famiglia sanno cucire, mentre io non so neanche tenere l'ago in mano.
- "La danza del gabbiano", cioè l'ultimo Camilleri, cioè l'ultimo Montalbano.
Quanto amo quest'uomo.
Montalbano o Camilleri, direte voi?
Mah, tutti e due.
- "Il signore delle furie danzanti", che è un giallo storico, ambientato nel III secolo d.C., ed ha per protagonista e indagatore l'integerrimo Caio Cestio, prontamente ribattezzato da Athos "il libro del Gaio Cesso". Capite anche voi che già solo per questo ha perso gran parte del suo appeal.
- "Il mistero dell'abbazia" di Carrie Bebris. Diciamo le cose come stanno: questa signora scrive fan-fiction. Prende i personaggi della Austen (i coniugi Darcy, nella fattispecie) e li mette in situazioni molto british ad indagare. Tonnellate di citazioni dai romanzi di zia Jane, ma non solo, ammiccamenti e divertissement per chi ne ha letto le lettere...insomma, un godimento unico. Peccato che duri poco.
- "Amore tra i polli" di Wodehouse. Sì, quello di Jeeves, ma qui c'è un altro suo personaggio, Ukridge, l'uomo che sa fare di ogni cosa un totale disastro. Trovato per tre euri su di una bancarella, mi ha fatto sembrare un'autentica pazza perchè, china sul volume, in spiaggia, scoppiavo in improvvisi attacchi di riso incontrollato.
- "Il tribuno Clodio", allegro libercolo della Laterza sulla vita dell'uomo che ha devastato Cicerone, il fratello di quella Clodia cantata da Catullo e nota anche come il più grande mignottone del primo secolo. Letto quello, le feste di Villa Certosa sono soltanto serene riunioni tra educande.
Mo' sto leggendo "I Vicerè" di De Roberto, per la serie "ma sei un'insegnante, non avresti già dovuto averlo letto?! Vergogna!!!".
Lo so, che ci devo fare, rimedio subito. Anzi devo pure fare in fretta perchè ho una pila di "vorrei leggere" lunga così.
Fatemi il favore, non datemi consigli nei commenti...
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