Vorrei, vorrei
(che mi pare sia anche una canzone, ma non so)
Io vorrei scrivere, vi giuro che vorrei. Devo pure raccontarvi del collega di religione, sul quale ho taciuto per decenza sino a scadenza contratto. E delle due gerontocolleghe col trucco da faraone.
Ma sto facendo il MRF (Maxi- Repulisti-Finale), gettando via fogli che si riveleranno indispensabili l'anno prossimo e conservando cose che non utilizzerò mai più.
Tenendo poi conto che a settembre non sono nemmeno sicura di poterlo ancora fare, questo mestiere, e che probabilmente aprirò un chiosco di crespelle alla valdostana.
Mi sembrava di aver fatto spazio, ma l'ho riempito in dieci secondi con i libri che stavano in terza fila. Non so se ce la farò mai.
E poi mi diletto con attività ludiche quali:
- la compilazione della domanda di supplenza (che essendo parzialmente on-line e parzialmente à la carte sta diventando come la ricerca del Graal, solo pù lunga);
- la compilazione della domanda di disoccupazione (ieri c'era un delirio di maestre che sciamavano in branco alla ricerca del giusto ufficio);
- un paio di analisi mediche del tutto routinarie in sale d'attesa piccole, afose e piene di vecchietti sani come pesci.
In tutto ciò avrei anche da far diventare casa un posto umano e pulito, ma mi son detta "prima ritiro la roba di scuola". Così mi sono infilata in un gorgo infernale di allegati, relazioni finali, presentazioni di classe e griglie per la stesura dei giudizi che al momento sono sparpagliate sul tappeto del salotto e hanno l'aria di volerci restare.
Ah, che rimpianto, i cari bei tempi dell'Autodafè.

categoria:il milady pensiero, supplire è come morire






