LA NUOVA BABELE
Se uno non sa una parola, pazienza.
Mica bisogna ingoiare lo zingarelli.
Usi un giro di parole stesse, usi un sinonimo che ti sembra abbastanza vicino; se proprio t'incaponisci perchè sei convinto che quella così lì abbia un nome chiedi a qualcuno, pigli un dizionario, fai un giro su zio google.
Ecco, io non ce l'ho mica con chi ha povertà lessicale. "Nessuno nasce imparato", il maestro Manzi da mo' non si fa più vedere e i tronisti della signora Costanzo si esprimono con suoni gutturali e gesti.
I miei allievi, però, sono oltre. Loro attribuiscono ai vocabili ignoti significati "altri".
Non capire una parola ma desumerne il significato dal contesto è umano, ma inventarsene uno nuovo è diabolico.
Vi fo un esempio. Mi sono resa conto che durante la lettura di brani antologici, pagine del libro di storia e robe così, l'attenzione calava in modo vertiginoso. Allora ho cominciato a chiedere qua e là il significato di qualche parola che mi sembrava un po' meno consueta di altre: cos'è la "bonifica"? "una cosa buona" per Scusasse.
Cosa vuole dire "palustre"? "Pallido" secondo Velma.
Cosa vuol dire "asimmetrico"? "simmetrico" secondo Franti.
"Scusa ma se c'è una lettera in più, una "a" davanti?
"Pensavo che era uguale".
Allora ho dato un compitino in classe simpatico: spiegare il significato o trovare un sinonimo di dieci parole pescate dall'ultimo capitolo di storia.
Vi scrivo solo alcuni esempi:
ABDICARE = rimettersi secondo La Bela Rusin
ABDICARE = quando un prete lascia i voti da frate secondo Michelle
ABDICARE = arrendersi secondo Nanà
DISSENSO = senza senso secondo Bibò
PROPAGANDA = quando una cosa si espande secondo Franti
ASCENDERE = scendere a un compromesso secondo Nanà
BELLIGERANTE = ripugnante e cattivo secondo Bibì
INSURREZIONE = rinascere secondo La Bela Rusin
Ad essere realisti ci sarebbe da piangere.
Però è venerdì sera, domani non si lavora, il clima è un po' più caldino e sento che sono intorno nate le viole, quindi ci rido allegramente su.
Da lunedì ci si rimbocca le maniche, però.

categoria:ai confini della realtà , ultimo banco, supplire è come morire






