venerdì, 08 febbraio 2008

Lungo pippone illeggibile di una supplente un po' incazzata.

Chi era quel tipo che diceva "Pensa a quello che tu puoi fare per il tuo Paese?" beh, uno che si è beccato una pallottola, mi pare.
Comunque, io, al mio Paese, non sto di certo facendo un favore.
Mentre stamani preparavo i titoli dei temi, pensavo alla mia classe. Nel migliore dei mondi possibili, nessuno di loro dovrebbe stare lì. I due gemellini con gravi problemi di dislessia commettono errori nello scrivere nome, cognome e data: fra quattro mesi prenderanno la licenza media, andranno alle superiori e poi accederanno al mondo del lavoro con un titolo regalato loro dal pietismo italico e dalla legge non scritta ma applicatissima secondo cui "quelli col sostegno non si bocciano".
Due miei studenti sono appena al di là della soglia dell'analfabetismo: fogli consegnati pressochè in bianco ad ogni verifica, grafia più illeggibile di quella d'un medico della mutua, nessuna consapevolezza della propria ignoranza, difficoltà mostruose a muoversi sulla linea del tempo. Non scherzo quando dico che, di fronte ad un planisfero, non sanno trovare l'Italia. Eppure usciranno entrambi, con una sufficienza immaginaria, perchè ormai, in terza, non si può certo mettere a verbale che non avrebbero nemmeno i requisiti per frequentare la prima: vorrebbe dire che sono stati promossi ingiustamente per ben due anni, che le strategie educative sono state inefficaci e soprattutto che gli insegnanti non hanno saputo "recuperarli" (il fatto che costoro non abbiano mai acquistato il materiale, si siano rifiutati di svolgere compiti od esercizi, e che le famiglie si presentino solo al ritiro pagelle non ha importanza).
Altri due miei studenti sono stranieri, uno dei quali, Piotr, infila ancora molti caratteri cirillici nello scrivere in stampatello. Le poche volte che scrive, certo. Per lo più consegna fogli scarabocchiati, illeggibili, in cui a fatica si trova il senso della frase: fortuna che sta facendo un sacco di assenze, e forse c'è una scappatoia legale per la bocciatura. Ma quand'anche ripetesse la terza, non è in un anno che diventerebbe alfabetizzato, al massimo potrà picchiare qualche primino in più.
Un'altra mia allieva ha problemi inimmaginabili a casa (una vita che non auguro a nessuno): perciò è diventata violenta, aggressiva, razzista, provocatrice e probabilmente anche un po' psicotica. Ma in nome dei servizi sociali noi la teniamo "inserita nel contesto classe", le dobbiamo perdonare tutto (la parola che usa il Dirigente è "usate un occhio di riguardo") e soprattutto la promuoviamo perchè è un modo per levarcela dai piedi.
Le due o tre allieve che potrebbero emergere, dopo tre anni passati a vedere i compagni che consegnano verifiche ai limiti dell'umana decenza e che vengono promossi con vergognose sufficienze, hanno smesso di pensare, di sperare, di ambire.
Potrei andare avanti, ma non lo faccio, perchè un leggero senso di nausea mi prende. Questa gente fra 4 mesi, anche per colpa mia, avrà in mano un documento dello Stato Italiano, una licenza media. Questa gente un giorno andrà a lavorare. Per quanto umile e onesto sia il lavoro che si troveranno a  fare costoro, mai abituati all'attenzione, alla disciplina, alla precisione, vissuti nella consapevolezza che tanto "va bene tutto", il rischio che facciano del male a qualcuno è concreto: attaccare un'etichetta sbagliata, aggiustare male i freni di una macchina, non leggere un'avvertenza importante sulle istruzioni di qualcosa...
Ed è anche colpa mia, perchè sono l'ultima supplente arrivata e faccio quello che le colleghe e i presidi mi dicono, e se intuisco che certi individui vanno fatti passare non intendo promuovere crociate inutili, col rischio di essere dimenticata, l'anno successivo, durante il giro di telefonate per reclutare i supplenti. O col rischio di sentirmi dire che non so fare il mio lavoro perchè solo gli alunni della mia classe non hanno raggiunto gli obiettivi. Perchè se il preside mi dice di "accogliere bene e con serenità il nuovo alunno per fargli affrontare un esame soddisfacente" io capisco che non devo dirgli "Preside, guardi che il nuovo alunno è semi-analfabeta, non ha ancora portato un libro a scuola, si rifiuta di fare quello che gli diciamo e risponde ai rimproveri con la frase TANTO TRA QUATTRO MESI MI PROMUOVETE LO STESSO, NO?".
Invece dovrei dirglielo, e dovrei saltare sul tavolo della sala professori urlando: CHE CAZZO STIAMO FACENDO? Stiamo legittimando una situazione da terzo mondo, stiamo dando un titolo di studio a gente che, a 13 anni, gira col coltello e ha già capito come l'impunità in questo paese sia l'unica legge.
Ed è anche colpa mia, miseriaccia.
Sventurata la terra che ha bisogno di eroi.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 08:24 | Permalink | commenti (8)
Commenti
#1   08 Febbraio 2008 - 13:13
 
Vorrei poter dire che sì, devi dirgliele, queste cose, al Preside, e agli altri professori, che hai il dovere morale di essere indignata e di rompere i coglioni ai genitori, ai bidelli, a tutti, al ministro e al Padreterno, se necessario, e che se andrò al governo ti chiamerò alla pubblica istruzione (pubblica, cazzo).
E che a volte arrabbiarsi è sano, necessario, doveroso, che in spirito la tua rabbia la condivido.
Solo che è troppo facile dirti, "sì, fallo" da 500 km di distanza, dalla comodità della mia cameretta.

Best Wishes.
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#2   08 Febbraio 2008 - 13:35
 
....è anche colpa tua?
Forse, ma allora è colpa di tutti noi.
E' un dato di fatto che in Italia il più furbo la passa sempre liscia.
... o il più imbecille ma che sa fare la voce grossa.
A tutti i livelli e in tutti gli ambiti lavorativi, non solo nella scuola.
Tanto per fare un esempio.... ma in questo momento è come sparare sulla Croce Rossa, tra poco torneremo a votare.
Con quella bella legge elettorale che fino a dieci giorni fa faceva vomitare anche chi l'aveva concepita, e ora (magicamente) va bene per tutti.
"...pauuuuura di perdere il cadreghino, eh?"
Sono tutti uguali.
Eppure mi sforzerò di trovare una ragione per andare a votare (intendo in modo valido, senza scrivere "vaffanculo" sulla scheda.. e scusa se ho scritto "scheda"), non fosse altro che per non subire passivamente il ritorno (perchè ritornerà, ne sono certa, cazzo!) di quel nano coi capelli tinti che è meglio che mi fermi qui altrimenti comincio a scrivere cose ai limiti della denuncia.
Ma sto divagando... o forse no.
Il problema è che l'ottusità fa comodo, sia che tu ne sia il soggetto, sia che tu ne sia l'oggetto.
Tu non hai colpa, perchè sei un essere umano e non puoi nulla contro due anni di ... niente (o forse 11, 12, perchè sono ragazzi che non hanno avuto la fortuna di trovare qualcuno che credesse in loro, e sia chiaro che non intendo giustificarli).
Non puoi niente, non da ultima arrivata, non da supplente dell'ultimo anno.
Tu hai già la forza di dire "stiamo sbagliando"... molti non hanno nemmeno quella, anzi sono talmente immersi nell'idiozia che non sono più neanche n grado di pensarlo, e credono di fare bene il proprio lavoro.
....
e qui salta fuori quello spirito pratico che un pò ho di mio e un pò ho coltivato grazie agli studi che ho fatto...
Premesso che non so nulla delle difficoltà mostruose che ti ritrovi davanti tutti i giorni (e quindi mi scuso se dico fesserie),
4 mesi sono circa 120 giorni, contando diciamo 5 ore di scuola al giorno sono 600 ore, 36000 minuti.
Non sono pochi.
Io mi domando se non siano sufficienti per puntare su quelle due o tre, che potrebbero emergere, e lanciare loro il segnale che vale sempre e comunque la pena di pensare, sperare, ambire.
Che ne dici?
E' un'idea imbecille?
Ti abbraccio.
Maddie
P.S. Qualcuno dei tuoi 25 lettori si sentirà magari contrariato, o addirittura offeso dai termini che ho usato per descrivere quel politico.... insomma, hai capito.
Se qualcuno si è offeso me ne scuso.
Non è mai giustificato offendere, si va sempre dalla parte del torto, e probabilmente io ci sono andata.
Rimane comunque in me la speranza che qualche Volontà Superiore faccia si che questo signore improvvisamente senta l'urgenza di occuparsi di qualcosa di diverso dalla politica e se ne vada fuori dai..... insomma, se ne disinteressi.
...
Baci
;-)

utente anonimo

#3   08 Febbraio 2008 - 17:57
 
Grazie a tutti e due. E' che certi giorni uno si sente di un'impotenza tale...Ci sono anche le cose belle, lo sapete, e io cerco sempre di vedere quelle....Per esempio, il mese scorso ho fatto due ore di latino con un bambino di terza media sospeso con obbligo di frequenza. L'altro giorno mi ha fermata in corridoio - chi se lo ricordava - per dirmi che la verifica di latino era andata bene grazie a tutti quegli esercizi che gli ho fatto fare....Questi son i motivi per cui mi piace fare quel che fo. E' solo che a volte è dura trovarne uno al giorno.
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#4   11 Febbraio 2008 - 12:13
 
Hai ragione, hai ragione, hai ragione.
Ma... lotta dura, senza paura, altrimenti non se ne esce.
Due anni fa non abbiamo ammesso agli esami due sedicenni: uno già bocciato in prima, e a rischio di bocciatura in seconda; l'altro tipo il cirillico, quasi sempre assente, entrambi con problemi anche di coportamento e famiglie assetni (consigli di classe straordinari, udienze straordinarie, ecc. ecc.).
Unica classe in tutta la scuola ad avere fermato due prima degli esami (ché poi, se li ammetti agli esami, gli dai un calcio e li sbatti fuori, per gli stessi ragionamenti che elenchi tu nel post).
Obiezione maggiore: poi te le ritrovi l'anno prossimo.
Bene. Me li ritrovo, e allora?
Tieni duro. Le cose belle ci sono, come dici tu. E quelle meno belle cerchiamo di eliminarle (ché se poi non ti telefonano più per le supplenze 'ci' facciamo subito una vertenza sindacale e andiamo a spulciare tutte le graduatorie!)
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#5   11 Febbraio 2008 - 14:43
 
Vivo la tua stessa situazione: non ho avuto difficoltà a riconoscere in ognuno di quei ritratti, uno o più dei miei alunni. E posso rincarare la dose: nella mia classe il 95% degli alunni ha fatto più di 20 assenze entro il 22 dicembre 2007. Posso continuare: la mia collega di sostegno, non ha una programmazione, non sta mai in classe e quando entra o dà consegne discordanti con le miei oppure fa salottino con qualche alunna. La docente della seconda, mia ha intimato di non bocciare cattivi elementi, che poi confluirebbero nella sua classe. Io sono stata immessa in ruolo quest'anno e quindi ho un comitato di valutazione, una tutor ed il DS da tenere buoni! Nonostante questo, fino a poche settimane fa, come un kamikaze, ho cercato di portare avanti le mie idee. L'unica cosa buona che me n'è venuta è stata la scoperta di due splendide colleghe, che la pensano come me e interpretano questa professione con lo stesso spirito. Ma il male che ne ho avuto è stato di gran lunga più grande: dal mobbing più becero, alla bella pacca sulla spalla dalla DS, fino all'odio da parte di alunni e genitori. Da qualche giorno però, mi sento veramente stanca (anche per motivi familiari), ho smesso i panni della lottatrice e comincio a fare buon viso a cattivo gioco. Continuo a lavorare come sempre, perché voglio dormire sonni tranquilli ma al resto cerco di non pensarci. La scorsa settimana mi è arrivata la nomina a tempo indeterminato per la classe A050 ed ho accettato. Le amiche mi dicono che non cambia molto... ma la speranza si sa è sempre l'ultima a morire.
utente anonimo

#6   12 Febbraio 2008 - 13:31
 
...e poi a forza di promuoverli, questi credono di poter continuare a fare così anche negli anni a venire. E infatti corrono dritti, dritti in una scuola superiore come la mia dove vengono accolti con tanto di "Progetto accoglienza" perchè anche alle superiori c'è sempre qualcuno disposto a scommettere sulle future qualità di questi astuti personaggi.
Il ragazzo sta miglorando...ha fatto dei miglioramenti straordinari...non vi ricordate l'anno scorso com'era? E tutto questo magari solo perchè durante le lezioni ora se ne sta stravaccato con le cuffie alle orecchie invece di saltare sui banchi.
E' davvero ora di finirla con la scuola inutile delle ipocrisie.
utente anonimo

#7   13 Febbraio 2008 - 16:26
 
succede fino all'università, quando ci arrivano.
Promuovere!!
Poi se un'infermiera scambia il potassio per la vitamina K, che importa.
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#8   15 Febbraio 2008 - 11:38
 
Ciao!
E' la prima volta che leggo il tuo blog e, francamente, il tuo modo di scrivere un pò fuori dalle righe mi piace un sacco, anche se i problemi che affronti quotidianamente mi sono quasi completamente sconosciuti.
Sono una studentessa universitaria con future ambizioni da giornalista sportiva e ti posso assicurare che la situazione degli Atenei italiani nn è migliore di quella che tu descrivi.
Il falso buonismo nn aiuta di sicuro i ragazzi di cui parli nei tuoi post ... ma la situazione in Italia è questa purtroppo.
Beh sai cosa ti dico? Che io ne ho veramente piene le scatole, perchè come anche tu affermi questi "individui problematici" confluiranno in un sistema universitario affetto dalla stessa medesima patologia del sistema scolastico in cui ti trovi a lavorare tu quotidianamente.
Se è anche colpa tua o no nn sono di sicuro io a doverlo giudicare, la cosa sicura è che come la maggior parte dei tuoi colleghi e dei prof. che insegnano da me all'università, anche tu hai le mani legate. L'unica cosa che probabilemte puoi e devi continuare a fare è scrivere su questo blog, che nn è altro che la "vecchia piazza di paese" del momento. Conterà poco oppure niente, ma lameno qualcuno ti ascolta e qualcuno ti risponde ... giusto?
Robby152
utente anonimo

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categoria:ai confini della realtà, supplire è come morire