giovedì, 27 novembre 2008

L'apparenza inganna

Questo post lo capiranno in pochi. Io vi avverto.

Premessa n.1: Non mangio mai in mensa. Un po' perchè il cibo fa oggettivamente schifo, un po' perchè ho un orario che mi consente di arrivare "già mangiata", un po' perchè mangiare e alzarsi ogni tre minuti a dire "non tirare le mozzarelle, raccogli quel pezzo di pane, smetti di infilarti i fagiolini nelle orecchie" è logorante, e un po' perchè in mensa il riscaldamento non funziona granchè e ci sono 12 gradi, così ti si blocca la digestione.
Le mie colleghe, invece, mangiano e spesso siamo al tavolo in quattro, di cui tre masticanti ed io con il mio piatto vuoto davanti.

Premessa n.2: In mensa fa un freddo boia. Le prof ci vanno col cappotto/piumino/sciallone, ma è inutile, perchè l'umidità ti entra nelle ossa e le mani sono sempre come appena uscite da un cumulo di neve.

Premessa n.3: Per chi non mi conoscesse, ho gli occhi verdi. Ho le lenti, si, ma il colore è il mio.

Ecco, dunque, ieri, a mensa, un'alunna, una dodicenne di quelle che corrono tutta la mattina e girano a maniche corte, tenta una manovra azzardata con il suo vassoio in mano. Visto che sta arrivando di gran carriera la Vicepreside, la blocco tenendola per un braccio, onde evitare che gli gnocchi finiscano sul presidenzial giaccone.
"Prof!" sbotta lei. "Che mano fredda!"
"Ah, scusa", rispondo distratta e vado a sgridare due facinorosi.

Dopo un po' la fanciulla torna da me e mi dice con aria carbonara: "Prof, ma lei in mensa non mangia mai niente".
"No", le dico distratta, "sto bene così". E vado a randellare altri facinorosi.

Dopo un altro po' la fanciulla torna, tenendo per mano un'amica, e mi dice sottovoce: "Prof, abbiamo capito tutto. Mano fredda, niente cibo, e poi...lei ha anche le lenti a contatto colorate, vero?"

Le guardo. Mi scappa da ridere.
"No ragazze" dico indulgente "e poi, non siete un po' grandi per credere a queste cose?"

Non so cosa sia peggio: le studentesse che pensano che io sia un vampiro, o l'insegnante che capisce i loro deliri adolescenziali.

Comunque oggi mi metto il rossetto rosso di Chanel.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 06:51 | Permalink | commenti (15)
categoria:ai confini della realtà
martedì, 25 novembre 2008

In principio

Prima lezione in classe.
In una classe mia.

C'è qualcosa nel momento in cui stai per aprire la porta di un'aula e sai che dietro ti aspettano 21 ragazzi ancora sconosciuti, che somiglia piuttosto da vicino ad un'entrata in scena.
Forse perchè le classi sono come il pubblico: sempre diverse.
Forse perchè le loro reazioni dipendono solo e soltanto da quello che farai tu, da quanto brava sarai a tenere gli occhi fissi su di te. Da quanto riuscirai a concedere e quanto riuscirai ad ottenere.

Comunque la prima ora è andata. Con un ripasso veloce di grammatica ed un'introduzione all'analisi del periodo che, a fine novembre, ancora non hanno iniziato.
Ho fatto l'appello - con i nomi ci sono quasi -, ho avvertito loro di lasciare pure a casa il volume dell'antologia con i raccontini idioti, e di portare la letteratura. Qualcuno ha anche detto: "che bello".
Ho fissato la data di un tema, sconvolto di poco l'orario interno, sequestrato e mangiato una caramella disgustosa.

Ho una classe, un elenco di nomi, un esame da preparare, 42 occhi che mi fissano e una gran voglia di spiegare.
E' uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 16:35 | Permalink | commenti (13)
categoria:ultimo banco
martedì, 25 novembre 2008

Milady per il sociale

Sottotitolo: questo post prende spunto esclusivamente dalla realtà.
Non fate finta di non crederci.

Se siete capitati sul mio blog per caso, e siete genitori, e avete un figlio tra i 10 e i 14, smettete un attimo di cazzeggiare in rete e andate a chiamare la vostra prole.
Si, adesso è mattina, ma magari leggerete questo post di sera e i vostri pargoli saranno di là a rincoglionirsi con la PS.


Guardate le loro nocche: sono piene di taglietti e sanguinano?
Ebbene, sappiate che la vostra progenie passa gli intervalli a fare il cosiddetto "gioco della monetina": si cerca di tenere una monetina in movimento e chi la lascia cadere, per punizione, si becca un violento rimbalzo della stessa sulle nocche. Nella mia scuola, più si è incrostati e sanguinolenti, più si è fighi. Si va in giro con le mani bendate dai fazzoletti di carta, ci si lancia l'euro incriminato sulla ferita aperta e ci si sente molto furbi.

Poi, andate a controllare l'armadietto delle spezie: vi manca la cannella? la noce moscata? il prezzemolo tritato? I casi sono due: o li avete finiti per cucinare, o i vostri figli l'hanno fumato. Si, si, con le cartine e tutto quanto. Un gruppetto di fighetti della mia scuola si sta attrezzando anche per fumare la barbabietola, perchè "sballa un casino".

Avete ceduto alla tentazione della televendita e avete comprato il Tesmed, cioè quella cosa con le ventose da attaccarsi sul petto per stimolare gli addominali? Bene, andate a vedere se è ancora dove l'avete lasciato l'ultima volta. Se non c'è più, è perchè il vostro amato figlioletto se l'è infilato sotto la maglietta per farsi elettrostimolare l'addome dodicenne mentre la povera professoressa spiega il complemento oggetto.

Vi sembra che la vodka finisca subito, che il bacardi rum duri niente, che il bailys (o come diavolo si scrive) fosse ancora da aprire? Bene, dev'essere perchè il sangue del vostro sangue ha trovato il modo di fare merenda con gli amici. Ma non è detto che lo beva: l'ultimo trend è dare fuoco ai superalcolici per poi aspirarne i fumi. Quindi togliete i tappeti più costosi.

Ecco, mi sembra di avervi detto tutto. Ora potete tornare di là a guardare uomini e donne, sentendovi genitori seri e responsabili.

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categoria:ho visto cose, il milady pensiero, ultimo banco
martedì, 25 novembre 2008

Ho come l'impressione che la mia forza di volontà soccomberà per cinque minuti.
L'adolescente isterica che ho cercato di soffocare risorgerà il tempo necessario per smanettare sul computer e ordinare questa canottierina: vampire

Bisogna risollevare l'economia, no?

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categoria:amor di vampiro
lunedì, 24 novembre 2008

Questione di punti di vista

Entro in sala insegnanti.

Una collega, che insegna - credo - tecnica e che non mi aveva mai salutata, mi viene incontro: "Ciaaao! Ma allora, da oggi sei mia collega!"

Perchè prima cosa ero? Una che lavorava in fonderia?

Quando si dice: dare nuovi significati alla parola "stronza".

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categoria:colleghi e strateghi
domenica, 23 novembre 2008

A proposito di cambiamento

Venerdi la Vice mi convoca. E' urgente, mi dice.
Ok, arrivo.
Esame di coscienza veloce. 
Ragazzi picchiati: 0
Genitori contraddetti: 0
Colleghe insultate: 0
Tranquilla, affronto la pugna.


La G.S. non torna più: prende malattia o quel che è fino alla fine dell'anno.
Stavolta la proposta è diversa, e anche il tono: adatterei gentilmente il mio orario al quello della G.S. in modo da coprire Ita-Sto-Geo in UNA  sola delle sue terze? Inoltre da gennaio, con la maternità di una collega integrerei con Storia e Geo in una seconda. Ma il tutto subordinato al MIO attuale orario e alle mie esigenze (perchè a inizio anno avrai preso degli impegni in base al tuo orario, lo capiamo).
Ah, sì, la Vice parla in prima plurale.
Ci penso un nanosecondo.
Chiedo: ma la supplente?
La supplente farà solo supplenze, assistenze e mense, comunque le due terze andranno a personale già in servizio.
Cioè, o le prendo io, o le prende un'altra collega che magari ha già due classi.
............
Accetto.
Accetto perchè una cosa è essere coerenti e una è non voler lavorare, e io voglio lavorare. Voglio una classe tutta mia. Lo scorso anno ho preso la mia terza il 4 dicembre e alla fine era MIA. Qui inizierei martedì 25 novembre, sarebbe quasi la stessa cosa.
Poi la seconda in cui farò storia e geo da gennaio è la classe delle mie pargole marocchine, che conosco bene e che posso continuare a seguire.
Ho lottato per tenere il giornalino, ma non stava dentro le ore. Mi han detto "pazienza, non vogliamo farti fare tre pomeriggi", ma ho chiesto se posso andarci lo stesso ogni tanto, e usare così le mie ore da recuperare (quelle che vengon fuori dai minuti persi durante l'intervallo).

E' come se avessero rifatto le nomine. Ho una mensa sola, solo due assistenze in cortile, entro alle otto soltanto due mattine...insomma, ho ereditato qualche privilegio della G. S.
La quale verrà presto da me "per parlarmi".
Va bene, son qui che ti ascolto, se dici cose sagge (poi chiudo la porta della classe e faccio un po' quel che mi pare).
Ok.
Si può fare.

Ah, a proposito del film con il vampiro: AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH! (da leggersi come urletto isterico di una quattordicenne in tempesta ormonale che ha visto l'attor figo passarle davanti).

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categoria:la cattedra farlocca
venerdì, 21 novembre 2008

Ops

Fra meno di cinque ore entrerò in modalità "adolescente demente" e mi spalmerò sulle poltrone del cinema a vedere Twilight, sospirando per il vampiro romantico.
Con Lady Macbeth e Maredidirac, naturalmente.

Poi mi rimetterò in modalità "supplente seria" e vi racconterò quale stravolgimento esistenziale la Vice della Grande Scuola abbia avuto in serbo per me stamani.

Comunque, dalla settimana prossima, niente sarà più lo stesso.

 

 

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categoria:la cattedra farlocca, amor di vampiro
mercoledì, 19 novembre 2008

LE TRE I
e un'occhiata alla quarta

E' stata Donna Letizia a parlare delle tre I nella scuola: Idiota, Inutile e Ipocrita, io pensai all'epoca, e invece no: stavano per Inglese, Internet e Impresa.
E io che speravo che una delle tre I fosse per "Italiano": quello, ovviamente, non lo si prende più in considerazione.

Ora, il martedì alla prima ora io prendo tre pirlotti a fare recupero di inglese, anche se nessuno, nella scuola farlocca, mi ha mai chiesto se io parli la lingua della perfida Albione.
Comunque, fino ai livelli delle medie ce la faccio, grazie.
I tre sono Devasta, Scassa e Griffato.
Devasta è il più intelligente: ha capito ciò che non riesco a far entrare nella mente degli altri due e cioè che "I" è il pronome soggetto, e "am" è il verbo.
Scassa, invece, nonostante  i miei sforzi, alla domanda "come si dice TU in inglese?" resta basito e si guarda le scarpe.
Griffato è quello che mi fa più paura: ricco da fare schifo, con una madre che di mestiere fa l'amministratore delegato, perennemente rivestito di Armani e ninnoli Dodo, è alle soglie dell'analfabetismo. Ieri ha scritto "DENGHIU", così, come lo scriverebbe Biscardi. Però si incazza se gli dici che è sbagliato.
Quindi vedete che, dopo 5 anni di inglese alle elementari che sono il nostro fiore all'occhiello, stiamo messi male con la prima I.
La seconda, cioè Internet, non è valutabile, perchè appena fai scattare la connessione, loro vanno su Youtube a digitare sesso sesso sesso e quindi la rete è stata blindata.
La terza I, cioè "Impresa" mi pare chiara: se insegnare qualcosa a quei tre non è un'impresa, non so cosa lo sia.

La Grande Luciana, che di cognome fa Littizzetto, disse che la quarta I poteva essere solo "In culo": direi che la condivido appieno. Mi sembra infatti che la stiamo prendendo tutti lì: noi insegnanti, ma anche gli studenti che escono dall'italica scuola pronti per essere sbranati nel magico mondo reale.

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categoria:supplire è come morire, la cattedra farlocca
martedì, 18 novembre 2008

Se Silvio Orlando
avesse bisogno di aiuto
per una nuova sceneggiatura
sul mondo della scuola,
mi offro volontaria.

Cortile, assistenza. Ore 7.51. Freddo e vento piemontesi.

Arriva un ganzo della Sporca Dozzina.
Bello, alto, capello gellato, pantaloni a cascaderos, berretto finto-Gucci, cinturone D&G, scarpe da ginnastica senza stringhe. Rayban da top gun.

"Prof!!! C'ho le palle gelate, c'ho!"

"Ponile sul calorifero non appena raggiungi la classe".

"Bella zia prof! ".

Cosa tocca fa'...

postato da: Milady-de-Winter alle ore 17:21 | Permalink | commenti (14)
categoria:ultimo banco
lunedì, 17 novembre 2008

UdA
(Unità di Apprendimento)

Ne parlavo l'altro giorno con delle amiche.
Una cosa buona, questo maledetto corso di formazione obbligatorio, l'ha fatta: ha costretto delle persone che lavorano insieme a STARE insieme. Che a scuola non va mai dato per scontato, perchè in sala insegnanti è tutto un "ciao-ciao", un "che freddo oggi", un "scusa, a che ora sono i consigli?", un "per oggi ho finito, arrivederci". Invece, stare tutti seduti a condividere la stessa cosa, anche se è una cagata pazzesca, aiuta.
Il nostro relatore, che chiamiamo familiarmente Il Pazzo, dopo alcune sbrodolate introduttive sulle nuove linee guida didattico-educative, ha deciso di dividerci in gruppi: le maestre da una parte, matematica scienze e tecnica da un'altra, le lingue ad un tavolo, e infine lettere, arte e musica ad un altro. Tenendo conto che alcune colleghe hanno disertato da subito (oppure, lavorando anche in altre scuole, avevano la scusa per essere altrove) alla fine eravamo sempre le solite sei o sette insegnanti di lettere sedute intorno a un tavolino. Obiettivo: fare la programmazione secondo quanto insegnato dal Pazzo.
Ora, la programmazione sarebbe questo: decidiamo per ogni anno cosa fare e anche un po' come farlo, anche se ogni insegnante si muove secondo i ritmi della propria classe.
Da una parte sarebbe bello e utile: dovrebbe evitare cose tipo "iscrivo mio figlio nella G perchè lì si fa grammatica, nella A ne fanno meno". D'altro canto, è anche un atto di presunzione: ogni classe è diversa, e decidere a settembre cosa fare a marzo è piuttosto azzardato. Non avrei mai immaginato che alla mia vecchia terza potesse piacere così tanto Manzoni, ma non è mica detto che vada sempre così. Potrei avere una classe dove mi va di leggere dieci novelle del Decamerone e una dove preferisco fare tanta poesia, può capitarmi una prima in cui fare Iliade e Odissea, e una, invece, in cui limitarmi ai miti su dèi ed eroi....che ne so, io? Ci sono terze in cui si fa ancora analisi grammaticale perchè non sanno la differenza tra "ho lodato" e "sono lodato", e terze in cui puoi abbozzare un po' di latino perchè in dieci andranno al liceo....
Ma queste sono cose che si decidono strada facendo, mica a tavolino, anche se un po' di coordinazione sicuramente ci vuole.

Sulle prime, a parlare con le colleghe, sono rimasta male. Male perchè "tante teste e tante idee": una non fa poesia perchè non le piace, una non fa Dante perchè "è troppo difficile", una fa poca grammatica perchè "tanto è inutile", una non fa epica perchè non le va a genio...Un giorno sono arrivata a casa incazzata nera, dando calci al portaombrelli e urlando: "Ma se non vi piace la materia che insegnate, perchè cazzo fate le insegnanti?! per leggere quei raccontini cretini delle antologie, quelli dove mettono uno stralcio di romanzo con il mini-riassunto a sinistra e due cazzate sull'autore a destra, e inventano unità su "i problemi dell'adolescenza" oppure "i conflitti generazionali", oppure "conoscere sé e conoscere gli altri"???"
Si, perchè le antologie, spesso, mettono insieme cose ai confini della realtà.
Esempio: la più gettonata antologia del momento, di cui non faccio il nome, adottata in tutta la scuola, ha una sezione intitolata, credo, "Il racconto realista". Dentro ci ha ficcato romanzi a brandelli e novelle, Cechov, l'inizio di P&P di Jane Austen, un pezzo di David Copperfield, e la novella "Libertà" del Verga. Ora, a me questa cosa fa incazzare alquanto, perchè frullare insieme queste cose e ficcarle così in testa ai ragazzi mi pare un abominio. 
"Libertà" si fa anche per chiarire meglio il contesto storico, si può lavorare sull'autore e su altre novelle, ma ficcarci insieme le sorelle Bennet, per quanto io le adori, è deleterio. Non si può fare di tutta l'erba un fascio, in nome delle unità di apprendimento. Per cui io smembro le antologie, e faccio portare a volte un volume a volte l'altro, faccio saltare qua e là, mi invento un sacco di fotocopie, cercando di far capire che non ci sono dei cassetti stagni ("questi cinque brani qui vanno insieme perchè sul libro è così, punto e basta").

Parlando con le altre, soprattutto per le terze, mi sono accorta che qualcuna segue quel che c'è sul libro punto e basta. "Io da anni faccio sempre così: prima i problemi con gli adolescenti, poi l'unità sulla globalizzazione, poi quella sulle culture del mondo".
Qualcuna no. Qualcuna fa come me: abbozza un sorriso in pubblico, ma chiusa la porta dell'aula fa cose proibite: la parafrasi di A Zacinto, il 5 Maggio, La roba.
E' bastato poco, una battuta, un riferimento letterario, un libro intravisto in una borsetta. Un commento arguto, un gioco di parole, una risposta pronta, quelle cose che ti fanno pensare "ehi, questa mi è simpatica". 
Ci siamo annusate, riconosciute. Abbiamo taciuto, per non essere scoperte.
Abbiamo scritto i traguardi di competenza, gli OSA, gli OF, abbiamo annuito con entusiasmo all'idea del Pazzo di fare una tabella colorata con gli assi cartesiani e le caselle di testo diagonali.
Ma sotto sotto abbiamo avuto la consapevolezza che la nostra resistenza si è organizzata; abbiamo saputo, con un solo luccichio nello sguardo, che sarà dura, certo, ma noi ci proveremo ancora.


A insegnare qualcosa, dico.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 09:12 | Permalink | commenti (11)
categoria:colleghi e strateghi, la cattedra farlocca, de formatione