Ciao, Franky
Fa sempre un certo effetto leggere certe cose sul giornale. Così, vedere una foto, riconoscere una faccia e sapere che non c'è più. Non qui, almeno.
Si chiamava Franky Cows, o almeno io l'ho chiamato così su queste pagine, quando pochi mesi fa, insieme ad altri spartani, sbrodolavo note barocche sul palcoscenico cittadino. A quanto pare, è stata la sua ultima regia. Diciamocela tutta: di regia c'era ben poco, finiamola con 'sta storia che quando uno muore diventa santo subito.
(Io spero che qualcuno, di me, dica onestamente "ha fatto delle gran cazzate, ma almeno si è divertita a farle". Più o meno, quindi prendete nota.)
Franky, comunque, qua fra le risaie era noto per le regie liriche: e se dobbiamo essere sinceri, con certe cose al limite dell'allucinante che propongono i teatri veri, via, nel mazzo ci stava. E ci stava per un motivo: gli piaceva. Si divertiva, nonostante l'età e qualche acciacco ingeneroso a stare sul legno dei palchi a dirigere comparse e cantanti che poi, il più delle volte, facevano l'esatto opposto, e lo facevano per scelta.
Da che frequento il nostro piccolo teatrucolo, lui è sempre stato lì: e se non era dietro le quinte, lo trovavi in platea che scuoteva la testa perchè "eh, io avrei fatto in un altro modo".
Il prode Athos, etiope di un certo peso tra le comparse dell'Aida, è stato più volte rivestito di pellame e indotto a mescolarsi al coro dietro indicazioni di Franky. E sempre Franky gli ha intimato di legare l'Azucena del Trovatore o di combattere per il rio conte di Luna.
Quando Franky è venuto a sentire le prove del Cippirignao, scambiando un macchinista per il tenore o proponendo a me ed alla mia regina di concludere il prim'atto con un bacio appassionato, beh, via, ci siamo divertiti.
Quando lui ed il nostro Prof-Impresario hanno litigato per la scenografia del second'atto, per quello scudo da mettere o non mettere in scena, ci siamo divertiti.
E ci siamo divertiti anche di più a vederli fare pace nel maxi finale a taralli e vino.
L'ho incontrato ancora poco tempo fa, la sera del Trovatore inguardabile di cui narrai: abbiamo stroncato tutto, poi mi ha fatto il baciamano, ha guardato il mio vestito e mi ha detto "Certo che lei sta decisamente meglio, vestita da donna!".
Io non so bene cosa ci sia Di Là, ma sono certa che un palco e qualcuno a cui dire "tocca a te" di sicuro il Grande Capo glielo procura.
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