venerdì, 30 maggio 2008

Ciao, Franky

Fa sempre un certo effetto leggere certe cose sul giornale. Così, vedere una foto, riconoscere una faccia e sapere che non c'è più. Non qui, almeno.
Si chiamava Franky Cows, o almeno io l'ho chiamato così su queste pagine, quando pochi mesi fa, insieme ad altri spartani, sbrodolavo note barocche sul palcoscenico cittadino. A quanto pare, è stata la sua ultima regia. Diciamocela tutta: di regia c'era ben poco, finiamola con 'sta storia che quando uno muore diventa santo subito.
(Io spero che qualcuno, di me, dica onestamente "ha fatto delle gran cazzate, ma almeno si è divertita a farle". Più o meno, quindi prendete nota.) 
Franky, comunque, qua fra le risaie era noto per le regie liriche: e se dobbiamo essere sinceri, con certe cose al limite dell'allucinante che propongono i teatri veri, via, nel mazzo ci stava. E ci stava per un motivo: gli piaceva. Si divertiva, nonostante l'età e qualche acciacco ingeneroso a stare sul legno dei palchi a dirigere comparse e cantanti che poi, il più delle volte, facevano l'esatto opposto, e lo facevano per scelta.
Da che frequento il nostro piccolo teatrucolo, lui è sempre stato lì: e se non era dietro le quinte, lo trovavi in platea che scuoteva la testa perchè "eh, io avrei fatto in un altro modo".
Il prode Athos, etiope di un certo peso tra le comparse dell'Aida, è stato più volte rivestito di pellame e indotto a mescolarsi al coro dietro indicazioni di Franky. E sempre Franky gli ha intimato di legare l'Azucena del Trovatore o di combattere per il rio conte di Luna.
Quando Franky è venuto a sentire le prove del Cippirignao, scambiando un macchinista per il tenore o proponendo a me ed alla mia regina di concludere il prim'atto con un bacio appassionato, beh, via, ci siamo divertiti.
Quando lui ed il nostro Prof-Impresario hanno litigato per la scenografia del second'atto, per quello scudo da mettere o non mettere in scena, ci siamo divertiti.
E ci siamo divertiti anche di più a vederli fare pace nel maxi finale a taralli e vino.
L'ho incontrato ancora poco tempo fa, la sera del Trovatore inguardabile di cui narrai: abbiamo stroncato tutto, poi mi ha fatto il baciamano, ha guardato il mio vestito e mi ha detto "Certo che lei sta decisamente meglio, vestita da donna!".

Io non so bene cosa ci sia Di Là, ma sono certa che un palco e qualcuno a cui dire "tocca a te" di sicuro il Grande Capo glielo procura.

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categoria:ritratti, palco-scemico
venerdì, 30 maggio 2008

Cara Ministra ti scrivo

Cara Ministra della Pubblica (D)istruzione,

scusa se ti disturbo, ma sai, ho bisogno di parlarne con qualcuno. E tu sei giovane, carina, simpatica, coraggiosa (basta vedere come ti vesti per capire che sei coraggiosa), quindi sei proprio l'amica giusta con cui discuterne.


Vedi, il fatto è che io, il mio lavoro, si vede che non lo so proprio fare.
Perchè al pomeriggio, quando dopo un'ora di delirio-mensa, mi tocca chiudere le stalle di Augia e riportare gli animaletti nelle rispettive classi, poi, non sapendo come fare a tenerli, faccio lezione.
Eh, lo so, non ho fantasia: forse con due anni di specializzazione riuscirò a farmi venire in mente cose più adatte da fare. Nel mio piccolo, invece, gira che ti rigira, faccio sempre le solite cose: italiano, grammatica, un po' di narrativa, a volte se siamo indietro, faccio addirittura storia e geografia. Lo so, lo so, non  dirmi nulla: capisco anch'io che è sbagliato, che è pomeriggio e che non si può mica spiegare o interrogare dei ragazzi di pomeriggio.

Prendi lo Sciatore, per esempio: lui sì che è un collega serio. Parlavo con un suo allievo, ieri, che mi ha confidato una cosa bellissima: lo Sciatore, di pomeriggio, li porta a prendere il gelato! Il gelato, capisci! Nelle ore di informatica! Lui sì che è il docente del futuro, pronto a capire le esigenze dei ragazzi! Io, ad esempio, che volessero un gelato, non l'avrei mai capito.


Ministra Carissima, immagini anche tu come mi sento: lui, brillante, adorato dai ragazzi che li porta a prendere il gelato. E io, cattivissima strega, di pomeriggo non riesco a tirar fuori niente di meglio che la grammatica! Dammi un consiglio, dimmi cosa devo fare: dici che un corso SSIS biennale di Gelatologia e Cazzoneria applicata potranno mai insegnarmi a diventare come lo Sciatore? Oppure credi sia meglio iscrivermi a un Master di Fancazzismo Globale? Non bado a spese, guarda, pur di diventare come lo Sciatore. Lui che è di ruolo e piglia lo stipendio d'estate, difatti, può anche pagare il gelato ai meno abbienti.
Non è ammirevole?
In attesa d'una tua illuminante risposta resto la tuo devotissima supplente di terza fascia

Milady de Winter

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categoria:supplire è come morire
giovedì, 29 maggio 2008

Estetismo

Franti, che si è fatto le meches, si specchiava mentre io spiegavo.
"Ma piantala!!!" tuona Velma "Stai a fare lo Sperelli?"

Due mesi fa avrebbe detto "stai a fare il figo". Io dico che i risultati ci sono.

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categoria:ultimo banco
giovedì, 29 maggio 2008

Salute!

Colta da un raptus di cattiveria, e ispirata dalle "cugine di colleganza" (come ci ha definite La Vostra Prof), ho assegnato la seguente frase di analisi logica: CORRERE E' SALUTARE.


Vi trascrivo le due interpretazioni migliori:

Correre = predicato verbale
è = copula
salutare = predicato verbale

Correre = predicato verbale
e = congiunzione (per forza, se lo scrivi senza accento)
salutare = complemento di salute

 

 

 

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categoria:ultimo banco
giovedì, 29 maggio 2008

Annunciazio'

Entra il bidello. Quello che mi dà del voi.
"Scusate" mi dice " ci sarebbe questo avviso. Dovreste darne lettura alla classe e poi dovreste farmi una firmetta qua".

Brandisco il foglio che mi porge e leggo le prime parole scritte in maiuscolo grassetto: "SI ANNUNCIA" .

"Allora, ragazzi! Annunciaziò, Annunciaziò!".
Il bidello mi guarda: "Anunciaziò! lo conoscete?!"
"Scherzate?" rispondo. "Il grande Troisi della Smorfia?!"

Un secondo dopo stavamo ridendo come pazzi, citando "Tu, Mari', Mari', fai il figlio del Salvatore! Gabriele t'ha dato la buona notizia!!".

Certo, la classe era un po' perplessa.

(Se questo post vi pare totalmente senza senso, date una ripassata qua:
http://it.youtube.com/watch?v=rd0pF6jGw6U)


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categoria:ai confini della realtà
giovedì, 29 maggio 2008

Pre

Credevate fossi sparita. Chessò, colpita a tradimento da una collega che ha scoperto il mio blog e mi ha teso un agguato in un vicolo buio, aspettandomi nascosta tra i cassonetti e le pantegane.
Invece no, sono qui fresca fresca di prescrutinio.
Il prescrutinio, come dice il nome stesso, è una cosa che si fa prima dello scrutinio.
E direi che è andato benino: nonostante qualche protesta dello Sciatore in merito a un paio di casi, abbiamo deciso, votando democraticamente, di fermare tre individui: Piotr (vivaddio), Franti  e Bibò.


Piotr per le assenze, eh, mica perchè non sa da che parte è girato, o perchè ogni tanto mena qualcuno.

Franti perchè non fa una mazza mazza mazza. Potrei tutt'al più salvarlo io, perchè so che non è stupido, ma ne ha fatte troppe e troppo grosse. Dal lancio dei tubetti di colore dalla finestra alle taglie palesi ai corsi di recupero, dal materiale perduto o bistrattato alle moltissime verifiche in bianco. Insomma, passare lui è un'offesa per gli altri. Quindi, pur perfettamente consapevole che, come scrissi in dicembre, è dotato di un cervello di ottima fattura, ho votato per la bocciatura.

Bibò perchè è fragilissimo. Temi di pochi righe e zeppe di errori, lessico poverissimo e oggettiva lentezza nell'apprendimento, unita a una certa tendenza al vittimismo. La sua sarebbe la bocciatura "utile": se risentisse le cose ancora una volta, visto che un po' di impegno ce lo mette, probabilmente arriverebbe ad un livello tale da poter affrontare le superiori con un minimo di sicurezza. E magari potrebbe cambiare idea sulla scelta della scuola. Così com'è ora, pre-iscritto ad un istituto professionale dove si gira col coltello, è il perfetto candidato ad essere la vittima sacrificale.

Ieri mattina mi ferma il Preside che adesso si chiama Dirigente: "Ho parlato con lo Sciatore. Mi ha detto che avete in discussione tre casi".
"Si: Piotr, Franti e Bibò".
"Beh, ma poi vedremo allo scrutinio".

Punto 1: in discussione un par di balle. Abbiamo già deliberato, votato e verbalizzato alcune cose, in modo da sveltire lo scrutinio.
Punto 2: Ne uscirò incazzata nera.

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categoria:scrutini e cretini
sabato, 24 maggio 2008

Cose che fanno pensare

Cambio d'ora.
Io e Miss Stasullostomaco in sala insegnanti. Io prendo su un fascio di libri da portare a casa, lei sta compilando il registro.

Miss:"Oh! anche tu usi la grammatica del Sensini?"
Io: "Beh, è quella che mi sono trovata in adozione".
Miss: "Perchè sai, a me non piace per niente, ha pochissimi esercizi".
Io: "E' vero. Ma per lo più io invento frasi su misura per loro, per cui aggiro il problema".

Ho evitato di dirle che detto frasi come "Il Manzoni, che è il nostro autore preferito, si rivolta nella tomba, mentre gli studenti tentano di recitare i versi che egli scrisse per commemorare la morte di Napoleone". Oppure "Sebbene Franti sia un bel ragazzo e nonostante Vandalo vanti le stesse caratteristiche, Nanà evita entrambi".

Miss: "Sai, io ho adottato una grammatica molto più bella. Ha tantissimi esercizi e poi... sai qual è il vantaggio?"
Io: "Stupiscimi"
Miss: "La copia per l'insegnante ha già gli esercizi svolti e le soluzioni, così fai più in fretta perchè non devi neanche pensare".

Propongo alla Neo-Ministra Marie Etoile di istituire una legge tale per cui le maestre vengano espulse dalla galassia. Subito.

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categoria:ai confini della realtà, colleghi e strateghi
venerdì, 23 maggio 2008

Giorni e tempi

Grammatica, corso di recupero.

Marco ha chiesto un giorno di permesso.

Marco = soggetto

ha chiesto = predicato verbale

un giorno = complemento di tempo

di permesso = complemento di specificazione

Per essere che si è trattato dell'ultima lezione, mi sa che non ho recuperato granchè.

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categoria:ultimo banco
venerdì, 23 maggio 2008

Parco faunistico

Ora di geografia. Interrogazione.
Colgo uno sguardo vacuo.
Non mi lascio sfuggire l'occasione e repente chiedo: "Bela Rusin, cosa vuol dire -fauna-"?
"...Non è quel posto dove fa molto caldo, prof?".


Quella credo fosse la sauna.
Che è ciò che mi sembra di aver fatto quando esco dall'aula con il collo chiazzato, le magliette da buttare in lavatrice e il morale sotto i piedi.
 

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categoria:ultimo banco
venerdì, 23 maggio 2008

Edizione Straordinaria

Con ieri pomeriggio abbiamo chiuso il famoso "giornalino" scolastico. Ci sarà ancora un ultimo incontro, ma sarà soltanto l'occasione per salutarci e sfogliare il prodotto finito. Ora, io di questo laboratorio sono orgogliosissima.


Quando a dicembre ho preso in mano il gruppo e la cartellina della collega che c'era prima di me, non sapevo che pesci pigliare. Erano stati abituati a portare giornaletti tipo Focus Junior ma anche Cioè, poi, da lì, scopiazzavano  due righe qui e due righe là e facevano l'articolo. Inorridita, ho cercato di buttare nel cestino quel materiale, ma con un'ora sola a settimana ci ho messo un po' a stabilire nuove e ferree regole quali: 1) non si copia; 2) non si va su internet a cercare filmati idioti, ma a documentarsi su un argomento, senza fare copia-incolla.

L'altra grande legge è stata l'introduzione di un cosiddetto "archivio di idee": scrivevamo titoli o abbozzi di articoli "pensati" durante la settimana da ciascuno e poi i "pezzi" venivano assegnati a seconda delle predisposizioni. I maschi non hanno mai aderito molto: iscritti dalle madri a questo laboratorio, loro avrebbero preferito tirar calci al pallone e cercavano in tutti i modi di svicolare al piccì ravanando foto di procaci tettone. Maschi di 13 anni: posso anche capirli. Non è che un sacco di impiegati di 30 facciano cose diverse.


Le fanciulline, invece, quelle di prima, hanno prodotto una quantità di pezzi incredibile: da quelli sugli animali (la piccola Rory è appassionata di scienze), ai reportage (cronache di gite condite di aneddoti) a quelli di costume (la piccola Ballerina scrive con brio di problemi, tipo "come gestire le sorelle maggiori"), fino a lunghe recensioni di libri. L'ultimo articolo per la pagina "culturale", scritto a quattro mani da due fra le migliori, aveva per argomento i poemi omerici e l'importanza di studiarli alle medie. E l'hanno scelto loro, neh.

La collega responsabile del laboratorio, nonché colei che impagina il prodotto finto, ieri mi ha fatto vedere l'anteprima, confidandomi che il mio gruppo è stato il migliore e che nessuno dei pezzi dei miei ragazzi è stato scartato; anzi, un simpatico articolo dal titolo "Perchè scegliere il laboratorio di giornalino?" è stato scelto per aprire il numero a tutta pagina.

Ovviamente il prossimo anno questa attività non ci sarà più: nell'organico di fatto nessuna insegnante di lettere ha dato la disponibilità.
Inoltre le adesioni erano troppo poche. Lo stesso vale per il laboratorio di latino.
Il preside dice che i laboratori si fanno per andare incontro all'utenza.
Le iscrizioni ai corsi più giocherelloni, invece proliferano.
Soprattutto quelli di decoupage.
Forse non avremo più dei grandi giornalisti, ma il futuro dell'Italia si profila elegantemente decorato con fiorellini ritagliati.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 08:28 | Permalink | commenti (4)
categoria:vita di laboratorio