mercoledì, 31 ottobre 2007

MONTAGNE

Se Maometto non va alla montagna, la Montagna va da Maometto, o forse era il contrario.
E se mentre la Montagna va da Maometto lui non è in casa? O è sotto la doccia? 
Vabbè, lascerà un biglietto.
Il fatto è che stamane la Montagna è venuta da me.
O meglio, addosso a me.
Sotto forma di Montagna fatta di roba da stirare.
Quindi, a meno che Maometto non venga qui a stirarla al posto mio, adesso accendo il ferro e cari saluti a tutti.

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categoria:vita da sposa
martedì, 30 ottobre 2007

LA FORZA DEL DESTINO

Arriva un nuovo bradipo a lezione privata.
Istituto tecnico, ultimo anno, debito di italiano da saldare.
Carino, sembra Tony di West Side Story; educato; non sa una mazza di Foscolo ma si può rimediare.
Mi butto a spiegargli "A Zacinto", sonetto che amo follemente fin dalle medie, estraggo i concetti neoclassici, lo delucido su tutti i riferimenti mitologici (perchè lui manco sa chi è la dea Venere) e me la scialo grandemente con le figure retoriche.
Arrivo alla terzina finale e alla frase conclusiva: "a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura".
"Prof?"
"Dimmi".
"Cos'è il fato?"
"Il destino"
"Ah!" esclama Tony.  "Il destino è quel che è / Non c'è scampo più per me!"

Ci siamo ripresi dalle risate un quarto d'ora dopo.

(Chi non ha capito vada qui
http://www.intermed.it/shuttle/box1028/)

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categoria:ultimo banco
lunedì, 29 ottobre 2007

Verrà un giorno

Dopo alcune estenuanti ore di lezione, il Padrino si è fatto interrogare spontaneamente di italiano.
Venerdì avevo preparato questa interrogazione nei dettagli.
Scelta di un brano antologico.
Esposizione priva di "minchia".
Eventuale commento.
Schema dei Promessi Sposi imparato a mo' di paternoster.
Poi stamattina il Padrino mi diventa bordò e mi dice "ma là davanti devo andare? e devo parlare addalta voce? no, no, non se ne parla", e si infagotta nel suo banco.
Cazzo.
Intanto la prof. ufficiale stava interrogando i volontari a due a due.
Vado a patteggiare e ottengo un'interrogazione singola.
Prometto di fare io le domande.
Mi sistemo vicino alla cattedra con la mia sedia.
Lo vedo avanzare terrorizzato e privo di arroganza come non  l'ho visto mai.
Lo ascolto mentre risponde, e mi sudano pure le mani quando si impappina.
Mi viene un mal di testa da competizione.
Ora, non per dire, ma sapeva chi erano i monatti, cos'è un lazzaretto, come muore don Rodrigo e come si chiamava il dottore di fiducia del signorotto (tutte cose che "l'Urlo di Munch" non ha saputo mai).
Manzoni dovrebbe uscire dal suo sepolcro per darmi una pacca sulla spalla, oggi.

 

 

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categoria:ultimo banco
venerdì, 26 ottobre 2007

Autunno, tempo di castagne. Ad Athos piacciono tanto, quindi condividerò con voi gli

GNOCCHETTI DI CASTAGNE

Allora, via gli anelli dalle mani.
Prendete la farina di castagne, che si compra al supermercato, e quella di grano tenero normale. Mescolatele in egual misura, o forse mettete un po' più di quella di castagne...insomma, andate a occhio.
Tipo due etti e mezzo di una, due etti dell'altra.
Buttate un cicinin di sale e mescolate. Aggiungete un po' d'acqua, come se doveste fare la pizza...ve ne serve tanta da permettervi di impastare tutta la farina in una palla di una certa compattezza. Vi sporcherete le mani un casino, ma io ve l'ho detto. 
A questo punto suonerà il telefono, ma voi ignoratelo, perchè di solito è uno che vuol vendervi una scorta annua di tavernello gran riserva.
Ottenuta la palla, fatene tante pallette, che poi andrete a ridurre in cilindrotti salsicciotti spessi come il dito mignolo. Il dito mignolo di una persona media, ne', non quello di Giuliano Ferrara.
Bene, tagliate a tocchettini di circa 1,5 cm i vostri cilindrotti, così, senza tanti complimenti. Sparpagliateci sopra un po' di farina, perchè tendono a impataccarsi parecchio, e poi gettateli nella solita, abbondante acqua bollente e salata. Qui se ne staranno una dozzina di minuti, ma la cosa migliore è assaggiarli, perchè a seconda dell'impasto ci metteranno di più o di meno. Quando sono cotti, ma non spetasciati, scolateli.
Nel frattempo, mie brave massaie, avrete preso del formaggio che da tempo invecchia nel vostro frigo (una fontina, un emmental, un qualcosa con della personalità...) e lo avrete fatto squagliare a foco lento in due dita di latte.
A fare i porcelli, aggiungeteci pure un tocchetto di burro, che tanto di qualcosa bisogna pur morire.
Affogate i gnocchetti di castagne scolati in questa odorosa pucia, spargete sopra una generosa grattata di pecorino e se volete fare gli splendidi pure qualche gheriglio di noce.
Mangiate, che si fredda.

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categoria:milady ai fornelli
mercoledì, 24 ottobre 2007

STRANE FORME

L'ho già raccontata a mezzo mondo, ma a casa abbiamo riso per secoli.

Ero in cucina, a cercare un contenitore di forma panciuta per metterci dentro non so più cosa. Non trovandolo, mi metto a ravanare nell'armadietto delle tazzine, spostandole in modo avventato.

Io: "Tesoro! hai mica visto quel contenitore a forma di (...sbreng! mi cade una tazzina)..Cazzo!"
Athos sopraggiunge impassibile e britannico: "Abbiamo in casa un contenitore a forma di cazzo?!"

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categoria:vita da sposa, parola di athos
martedì, 23 ottobre 2007

Frammenti di un discorso grammaticale

Si potrebbe decidere di non vederli.
Ma io sono ottimista e li vedo, eccome, i piccoli progressi del Padrino.
Non è merito mio, ma di quel galantuomo del tempo, che aggiusta un sacco di cose, come recitavano molte frasette che mi toccò tradurre dal greco e dal latino anni luce fa.
Comunque, minchia a parte, il Padrino da qualche tempo ha iniziato ad accettare l'inevitabile realtà d'avermi tra i piedi.
Oh, certi giorni sono state brutte parole.
Certi altri giorni sono stati "gesti d'insofferenza" che fuori di scuola chiameremmo gestacci. Però un po' si deve essere rotto di cercare di copiare dalla lavagna le cose che fanno i suoi compagni (sbagliandole per lo più) e si è lasciato convincere a uscire in un'aula assolata ma gelida a far qualche scheda di grammatica.
Magari sulle prime mi diceva che erano cazzate per quelli di prima e lui non le voleva fare, ma stamattina, com'è, come non è, ha fatto tre esercizi "capendo". E sapete una cosa bellissima? quando gli dicevo "è giusto", lui sorrideva. E voleva farne un altro.
Oggi, dopo dieci tentativi, non riuscivo a fargli sentire la differenza tra un passato e un presente. "Egli disse", "io dico". "Egli disse ieri, una volta, tanto tempo fa...". "Io dico adesso, ora, in questo momento". Ho fatto mille esempi. Niente. Poi qualcosa è scattato (e davvero non so che tasto ho pigiato, come sul computer), ma lui ha capito la differenza, e ha continuato l'esercizio da solo.
Nelle ore di antologia abbiamo trovato un equilibrio: a star dietro, seguendo sul libro non ce la fa, gli altri leggono troppo veloce. Così ascolta. Poi facciamo insieme i questionari di comprensione e il più delle volte scopro che ha ascoltato giusto. Certo, scrive una lingua che italiano non è, senza maiuscole, punteggiature, accenti e apostrofi. Però, dopo qualche esercizio sugli accenti, inizia a chiedermi "ma su 'sta parola ci va?"
Io non so se gli servirà mai, nella vita, sapere che su "servirà" l'accento ci vuole e su "qui quo qua" invece no.
Ma mi pare comunque, che saperlo, e più ancora sapere di saperlo, male non possa fare. (Minchia).

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categoria:ultimo banco, supplire è come morire
lunedì, 22 ottobre 2007

BUONGIORNO

"Minchia prof., le fotocopie dell'antologia me le hai fatte?"

Il Padrino, III B, ore 8.05

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categoria:ultimo banco
venerdì, 19 ottobre 2007

INVENTARIO

Dopo una settimana infernale, passata tra lezioni pomeridiane, consigli di classe, elezioni dei rappresentanti dei genitori, riunioni speciali per le insegnanti di sostegno, ricchi premi e cotillons, ho fatto shopping.
Ora sono la fortunata neopadrona di:
- un paio di scarpe bicolori con punta tonda e tacco anni '40 di cui avevo disperatamente bisogno;
- due magliettine, una arancione e una verde acqua;
- una giacchina svasata con disegno piede di pollo, che fa tanto Jacky Onassis;
- due completini di lingerie nuova, che quando ce vò, ce vò;
- l'imperdibile confezione "100 elastici - 100 colori", che quando una vede 'ste robe in profumeria non può mica lasciarle lì;
- l'immancabile mini-astuccino con necessaire per la pedicure, con gli smaltini colorati e le limette rosa;
- una borsetta da sera, nera, così piccola che a stento ci entra la mia carta d'identità.

Sento che dormirò più serena, ora.

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categoria:non seguite la moda dettatela
mercoledì, 17 ottobre 2007

HO SPOSATO CARY GRANT

Torno da scuola all'una con le palle che vorticosamente girano per i soliti atteggiamenti - temo  irrecuperabili - del Padrino.
Mi aspetta Athos che oggi ha preso la mezza giornata libera per poter sbrigare alcune commissioni (banca, meccanico, robe da uomini).
"Ti ho fatto un regalo" mi dice sornione.
"Come un regalo? e per cosa?" domando sgranando gli occhioni.
"Perchè è tre anni che siamo sposati!"
"Beh ma abbiamo già festeggiato il mese scorso...ci siamo sposati in settembre, ora è ottobre..."
"Si, ma non abbiamo festeggiato bene. Allora, sabato sera mettiti elegante".
"Elegante tipo?"
"Elegante tipo Teatro Regio, Falstaff verdiano, sesta fila in platea!"
"Amore" cinguetto gettandogli le braccia al collo. "Non dovevi! Ma finirà tardi, te la senti di guidare poi?"
"Ma no, ho già prenotato l'hotel in collina. Facciamo una minifuga romantica, andiamo all'opera, poi ceniamo in un posto carino, e andiamo a nanna guardando Torino illuminata".

Ribadisco: ho sposato Cary Grant.

 

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categoria:vita da sposa, parola di athos
mercoledì, 17 ottobre 2007

CONVERSESCION

Milady: "Athos?"
Athos: "Si, mia cara?"
Milady: "Hai annusato la lavatrice?"
Athos: "Non di recente. Dovrei?"
Milady: "Si ma non ti piacerà. Sa di pescegatto morto".
Athos: "Spiacevole. Tutta la lavatrice o un punto in particolare?"
Milady: "Il cestello, direi".
Athos: "Hai lavato un pescegatto?"
Milady: "No, nel modo più assoluto".
Athos: "Pensi possa essere colpa dell'ammorbidente?"
Milady: "Credo di no. Sull'etichetta il profumo dichiarato è PESCA".
Athos: "Tenderei ad escluderlo anch'io. Questa sera pulisco il filtro e vedrai che andrà via".

Adoro essere sposata con quell'uomo.

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categoria:vita da sposa, parola di athos