mercoledì, 30 maggio 2007

Rientro a scuola

Oggi mezza classe mi fu sottratta a causa di prove non so quanto proficue di musica, ballo, canto e strumento in vista del mitico saggio finale.
Mi è rimasta in aula la mezza classe tosta, quella che vorresti prendere a mazzolate sui denti.
Innanzi tutto il bello era farli stare in aula. Razzolavano per tutta la scuola, eccitati da membri delle altre classi che pascolavano liberamente per l'edificio.
Poi, mentre cercavo di mandare al posto Scarmigliato e Teppista, che si stavano avvinghiando, Occhiosbarrato ha estratto un coltellino: un taglierino, una minisciabola, piuttosto affilato, con cui minacciava in allegria un compagno "così per scherzare". A momenti si cavano un occhio. In un flash mi sono vista al tg1, intervistata da Francesco Giorgino che mi additava come insegnante irresponsabile e incapace di gestire la classe davanti a tutt'Italia, tra un servizio sulle elezioni e un reportage sui capelli di Silvio. 
Capperi, quest'esperienza mi mancava.
L'ho requisito, ovvio. Ho atteso l'intervallo, poi ho chiesto di parlare con la dirigente (mi sono sentita veramente un'adulta, sensazione che a scuola tende a svanire), e nonostante qui si lasci passare tutto, ho insistito perchè l'oggetto fosse confiscato. E' stata la prima volta che provavo la sensazione di stare dall'altra parte della cattedra sul serio. 
Ora se lo rivorrà dovrà mandare il padre a riprenderlo, ma Occhiosbarrato mi ha già specificato che "la scuola può tenerselo, ce n'ho un sacco". La sensazione di impotenza davanti a queste cose è spaventosa, l'unica soluzione sarebbe prendere il metodo montessori, nel senso del libro, e darlo sulla testa dei genitori che educano i bambini allo stato brado. 
Mi verrebbe da piangere, certi giorni,  non foss'altro che poi vedi Ricattatore, che ha passato la lezione a sospirare, a parlarmi di com'è felice, ha trascorso l'intervallo a guardare estatico LaBrava, e ha preso a cazzotti uno che l'ha definita "un cesso".
Il mondo, dopo tutto, andrà avanti.

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categoria:ai confini della realtà, ultimo banco, supplire è come morire
lunedì, 28 maggio 2007

CUGINANZA

Nel marasma di colleghi, molti dei quali ancora dal nome oscuro, che bazzicano nella Grande-Scuola-Dove-Nessuno-Ti-Caga-Di-Striscio, ho la fortuna di annoverare mia cugina. Ebbene sì, siamo figlie di sorelle: le nostre madri insegnano italiano, e noi, per un caso del destino cinico e baro, stiamo entrambe dietro alla cattedra di italiano. Praticamente stiamo diventando una casta, come le sorelle Izzo al doppiaggio.
Questo legame di parentela, in qualche modo, ha fatto sì che entrambe siamo additate da Baffolone Vicepreside con l'appellativo de "Le Cugine", che per me è un nome a metà tra il complesso da sagra (Questa sera sagra del piccione in umido! cantano Le Cugine e la loro grande orchestra!!!!!!)  e un appellativo mafioso ("Le cugine mi hanno fatto un'offerta che non ho potuto rifiutare, ah").
Da quando il gossip del nostro legame di sangue si è sparso, ho scoperto che anche le bidelle hanno preso a chiamarci così, trascorrendo intere sedute al banchetto del caffè disquisendo sulla nostra eventuale somiglianza. Giuro di avere sentite parlare di colore degli occhi, forma del naso e timbro vocale.   
I ragazzi, poi, hanno subito preso la palla al balzo, e ci bersagliano di informazioni imperdibili quali: "Prof, all'ingresso ho visto sua cugina", "Prof., nell'altra classe c'è sua cugina", fino all'estremo "Prof., all'ultima ora abbiamo sua cugina".
Almeno ora sappiamo cosa hanno dovuto subire per anni le sorelle Carlucci.

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categoria:colleghi e strateghi
venerdì, 25 maggio 2007

Se telefonando....

Mi chiama una qualche segretaria da scuola:
"Prof. Milady, ci ha detto che il medico le ha dato fino a lunedì compreso?".
"Ehm, si" rispondo, sentendomi immediatamente in colpa.
"Eh, ma da oggi a lunedì, di mezzo ci sono il sabato e la domenica".
"Ehm, si" rispondo, sentendomi immediatamente idiota.
"Niente, volevo solo sapere se la cosa le andava bene"
"Ehm, si" rispondo sentendomi immediatamente presa per i fondelli.
"Allora arrivederci e si rimetta".
"Ehm, si" rispondo, riappendendo la cornetta e chiedendomi che cacchio di domande fanno in segreteria.

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categoria:supplire è come morire, colleghi e strateghi
venerdì, 25 maggio 2007

TEMA

Ho dato un tema demenziale.
Titolo: "Immagina di vivere in uno dei periodo storici che abbiamo studiato quest'anno. Descrivi la tua giornata, spiegando chi sei, dove vivi e in che epoca, che lavoro fai, se sei sposato o se hai figli.....".

"Mi chiamo *****, sono un legionario dell'esercito Romano. Vivo a Roma con mia moglie Zunomi e con i miei figli, Francesco e Rino...".  Capello-a-Spazzola, I D.

"Mi chiamo Federico, sono l'unico figlio di Enrico di Svevia e Costanza d'Altavilla, abito a Palermo" CiccioPasticcio Siculo, I D.

"Mi chiamo *****, sono uno scudiero di ***** che è legionario dell'esercito romano" Occhialetto Rigomagliuto, I D, compagno di banco di Capello-a-Spazzola.

"Mi chiamo Alfonso de la Peste, sono un ricoo mercante veneziano..." Sotuttoio, I D.

E ho ancora un pacco e mezzo da correggere.
Li adoro.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 08:49 | Permalink | commenti (7)
categoria:ultimo banco, supplire è come morire
venerdì, 25 maggio 2007

In breve

Stamattina Athos si è svegliato con una voce molto roca e sexy.
Infatti devo avergli attaccato ogni mio singolo bacillo.
Mi ha mandata a quel paese.
Però con una voce molto roca e sexy.

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categoria:vita da sposa, parola di athos
giovedì, 24 maggio 2007

BOLLETTINO MEDICO

Ho strisciato fino allo studio della mia dottoressa, che per la cronaca è bionda, ha gli occhi azzurri, ed è stata la mia maestra di sci quando entrambe eravamo piuttosto giovani e sconsiderate. Ci portava a fare certi fuoripista in mezzo ai pini, da ammazzarsi. All'epoca, i gloriosi anni '80, io ero una bimba in lotta con gli attacchi degli sci e con lo skylift, lei già una ventenne stangonissima che sulle nevi frusciava e veniva giù come un razzo. Bei tempi. Da quando non ho più avuto diritto al pediatra me la sono scelta come dottora della mutua, e mi ha curato qualunque roba. Stamattina sono arrivata, ho fatto la coda per ore in mezzo a vecchietti scatarranti che discutevano del Milan e di Berlusconi, e di come l'Italia vada male. Quando l'ho salutata rantolando mi ha detto: "Ok, quanto hai urlato a scuola?".
"Il giusto. Ma c'è un problema: tra poco devo cantare a un matrimonio".
"Tu arrivi sempre qui con gli ultimatum ricattatori: e io che ci posso fare?".
"Fammi tornare la voce. Impasticcami a tuo piacere".
Mi ha rifilato una bomboletta mefitica che pare di aspirare il bancone d'una farmacia e un antibiotico ammazzacavalli. E in più ho il foglio di via, per stare a casa da scuola fino a lunedì, perchè "se vai e ti sgoli a spiegare tanto vale che non ti curi".
Quando le mie prime lo sapranno verrà issata la bandiera sul tetto della scuola.

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categoria:il milady pensiero
mercoledì, 23 maggio 2007

VOCI

Stamane non sono andata a scuola.
Avevo programmato il compito in classe di geografia.
Mi è parso di sentire l'urlo di gioia selvaggia quando è entrata la supplente annunciando la mia assenza.
Mi è parso di sentire l'urlo di rabbia e dolore quando la supplente ha annunciato che il compito si faceva lo stesso perchè io le avevo lasciato le fotocopie nel cassetto.
Sento le voci.

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categoria:supplire è come morire, colleghi e strateghi
mercoledì, 23 maggio 2007

Tende che passione

C'è una stanza, a casa mia, che non appena sposati abbiamo battezzato la stanza del casino. Cioè, è la seconda stanza dal letto. In principio fu il computer. C'era solo quello, troneggiava minaccioso e Athos ci passava le serate. Poi ci avevamo ammassato gli scatoloni della lavatrice, del dvd, scatole ancora da aprire, faldoni pieni di garanzie e libretti di istruzione. Gradatamente s'è aggiunta una libreria, che ora è contaminata dai miei libri di scuola, e una poltrona. C'è voluto un bel po', ma poi è arrivato anche il lampadario. Altri mesi, e s'è appeso uno specchio. Tende, però, niente.
Ne ho messe in tutta la casa, ma lì mancavano: gialla in bagno, azzurra nell'altro, bianche in salotto con grossi fiocchi di passamaneria uguali a quelli di Versailles...nella stanza del casino, però, di tende manco l'ombra.
Le abbiam piazzate su da neanche due settimane, a quasi tre anni dal matrimonio. E che belle che sono, bianche, luce soffusa, danno l'idea di un salottino. Tra un po' aggiungiamo un letto/divano e naturalmente una mensola.  Athos ha già trapano e tasselli pronti. Perbacco, il tempo passa e le cose vanno a posto.
Tranne le garanzie e i libretti di istruzione: li abbiamo persi quasi tutti. Tutt'al più pigiamo dei tasti a caso.

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categoria:vita da sposa
martedì, 22 maggio 2007

DIRETTAMENTE DAL MIO CAPEZZALE

Dire che sto uno schifo non rende bene l'idea.
Un sommesso fruscio è tutto quello che riesco a produrre oggi, nonostante io apra la bocca normalmente.
Semplicemente non esce suono.
Andare a scuola in questo stato sarebbe lo stesso che partecipare a una festa di Briatore con gli occhiali e senza tette in bellavista: non mi filerebbe nessuno, nemmen di striscio.
Onde evitare di lasciar sparare su di me come su di un pianista di saloon, mi sa che chiamerò la mia dottora, e consegnerò un fatidico foglio di malattia.
Scusate se mi commuovo, ma è la prima volta nella mia vita che faccio un lavoro in cui ho diritto alla mutua. 
E faccio trent'anni fra poco.
Vuol proprio dire che son diventata grande.

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categoria:il milady pensiero
martedì, 22 maggio 2007

POESIE INCOMPRESE (o incomprensibili?)

La Donna Senza Vergogna, la Collega di Sostegno allo Sbaraglio, purtroppo è più in forma che mai.
Ultimamente deve aver finito di rifilare alla gente le copie del suo libro di ridicolissime poesie, quello dove in copertina lei è ritratta con un boa di piume di struzzo, e (al peggio non c'è mai fine) lo vuol fare ristampare.
Dice che è andato a ruba.
Ha costretto
gli studenti a comprarlo, facendo leva sulla loro ingenuità e dettando un avviso sul diario che diceva "il libro XXXXX della prof. XXXX è in vendita in XXXXX e costa 10€. Affrettatevi ad acquistarlo".
Alcuni genitori, poco ferrati in campo poetico, l'hanno scambiato per un reale avviso alle famiglie per l'acquisto di un libro di testo, e hanno incrementato le vendite del suddetto cartaceo. Roba da denuncia.
Ora, in sala prof., troneggia una scritta che invita i professori a non "commerciare" all'interno dell'edificio (che, scritto così, secondo me, è fraintendibilissimo, ma vabbè).
Non dimentichiamo, però, che è tempo di rappresentanti. Come dico sempre, non c'è come un colloquio con un rappresentante per ricordarti il tuo posto in graduatoria. Se sei di ruolo ti portano anche a cena, se stai per entrarci ma comunque sei abilitato e sai già la tua sede per l'anno venturo ti regalano omaggi, segnalibri, sorrisi e battutine. Se hai l'incarico annuale e sei di terza fascia hai solo due possibilità: non dirlo, e lasciare che il rappresentante lo scopra da sè, o dichiararlo subito e vederlo sparire alla velocità di Superman.
Ultimamente di rappresentanti c'è l'invasione.
E la DSV non se ne lascia scappare uno. Li blocca in angolo, in modo che non possano scappare, li stordisce col suo profumo, con cui è sempre generosamente cosparsa, estrae il suo temibile libretto glitterato e inizia a fare pressione perchè le case editrici in questione lo prendano in considerazione. Il tipo dell'Einaudi Scuola, per esempio, non ha scampo: a me, l'idea che la DSV finisca nel catalogo Einaudi a fianco dei vari Fenoglio e Pavesi pare più che delirante, ma lei si considera la nuova Merini, e continua a dare lettura dei suoi versi in sala prof.
L'altro giorno ha placcato il rappresentante della Zanichelli e un collega di passaggio. Quando si mette a marcare la gente a uomo è più efficace di Gattuso: mi hanno lanciato uno sguardo implorante che diceva "la prego, urli al fuocoalfuoco, ci dia un appiglio per sfuggirle", ma troppe volte ho subito la stessa sorte nel corridoio.
E pensando "francamente me ne infischio" sono uscita col registro della I A per andare a lezione.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 06:56 | Permalink | commenti (3)
categoria:colleghi e strateghi