Storia di un bambino
Otman è di Casablanca, ha undici anni ed è in Italia da 12 mesi. Non parla italiano o quasi, sta imparando ora l'alfabeto, ma essendo questo piuttosto difficile rispetto a quello arabo, ci mette del tempo. I suoi a casa parlano arabo, salvo forse la sorellina di sei anni, che fa prima elementare e che, grazie all'età più verde e ai compagni di classe, in capo a qualche tempo sarà quasi bilingue. Otman invece è sperduto come lo sarei io a Casablanca senza una guida e senza un interprete. Solo che lui viene a sperdersi obbligatoriamente a scuola 5 o 8 ore al giorno, sballottato da insegnanti che devono spiegare cose a lui inaccessibili. Non perchè sia stupido, ma perchè non capisce la lingua in cui le cose sono spiegate. Difatti in matematica se la cava. Lo scorso anno è stato messo in 5 elementare, poi le maestre, per levarsi dalle balle la patata bollente, l'hanno promosso alle medie, così il problema non è più loro. Solo che lui avrebbe bisogno di fare prima elementare, perchè non è "alfabetizzato". Oggi l'ho portato in un'aula con me per un'ora di "recupero". Ma lui non deve recuperare, lui deve solo imparare una lingua, e non lo farà mai, con un insegnante diverso ogni giorno, lasciato alla mercè degli eventi, abbandonato alle sporadiche ore di compresenza.
Otman oggi, con grandi difficoltà, mi raccontava che là a Casablanca ha lasciato tanti amici, e la zia che aveva delle caprette, un asino, le mucche e i cavalli. Lui è salito solo una volta su di un cavallo piccolo, ma suo padre sa cavalcare.
Otman ha il mal d'Africa e se lo deve curare da solo in mezzo alle nostre risaie, e per avere un amico con cui parlarne deve prima impararne la lingua.
Otman è nel bel mezzo nel Ramadan, e domani non mangerà fino alle sette di sera (i bambini alternano, un giorno sì e uno no), anche se ogni tanto avrebbe voglia di prendere una patatina da qualche compagno.
Otman è dolcissimo, educatissimo, saluta sempre anche se ti incrocia per le scale, e mi ha detto che scrivere l'arabo è come scrivere la musica.
Otman ha un sorriso che scioglierebbe un sasso, e dentro ha il cuore spezzato.
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