venerdì, 31 marzo 2006

Dal diario della supplente

Cari venticinque lettori, avevo dimenticato (o freudianamente rimosso) una perla di saggezza erogatami da una dolce studentessa: secondo la fanciulla, fortunatamente ancora giovane, in Inghilterra "ci sono vaste piantagioni di whisky".
Però!

postato da: Milady-de-Winter alle ore 13:29 | Permalink | commenti (3)
categoria:ho visto cose
giovedì, 30 marzo 2006

Quello che gli uomini non dicono

Che le donne dicano una cosa intendendone un altra è cosa nota.  E gli uomini pure: la rete pullula di brevi dizionarietti per la reciproca comprensione fra i sessi. Ma oltre alle storiche frasi "non ti merito" (= addio per sempre), "cara dobbiamo parlare" (= esco con la tua migliore amica), e "hai progetti per sabato pomeriggio?" (= levati di torno che devo andare alla partita), ormai di facile decifrazione, ci sono una serie di locuzioni che usano i nostri mariti, fidanzati, morosi, conoscenti che risultano assolutamente inesplicabili.

Una delle peggiori, almeno per me, è quando torniamo tardi la sera, non c'è niente di pronto, io chiedo "cosa ti va di mangiare?" e lui risponde:
QUALCOSA DI LEGGERO E VELOCE = adesso voi mi dite che cos'è? Cos'è che posso fare in 5 minuti di leggero e veloce? Lo sa un uomo quanto tempo ci vuole a preparare un'insalata? Prendila, lavala, tagliala, prendi il pomodoro, prendi il sedano, prendi la verdura che è lì nel frigo e ti guarda rattrappita, lavala, puliscila, affettala, e dopo 20 minuti di attento lavoro hai solo e soltanto un'insalata che non lo nutrirà, ma lo farà ravanare nel frigo alla ricerca di qualche schifezza più sostanziosa!!!! Capace poi di dirti che la sera l'insalata non la digerisce...Ci vuole molto meno tempo a fare una pesantissima carbonara che un misterioso piatto leggero e veloce! (In ogni modo, c'è di buono che il concetto di "leggero" per gli uomini è piuttosto ampio, e vi si può far rientrare anche la caponata di melanzane).

Un'altra frase misteriosa è
METTITI UNA COSA CARINA CHE USCIAMO = che cos'è una cosa carina? perchè, io ho cose non carine? e poi: usciamo? e dove andiamo? a che ora? e chi ci sarà? Una cosa carina tipo red carpet -sandalo da 12 -abito lungo, o una cosa carina tipo birretta-scarpa bassa-top di perline? O una cosa carina tipo tailleur-puciu sobrio-scarpa chanel che ti presento il capo? Uomini, spiegatevi. I dettagli sono fondamentali, nel vestire ma anche nel parlare.

Per tacere di quando si è in un luogo pericoloso dove si vendono cose da donne (accessori, abiti, balocchi o profumi, fate voi). Noi siamo lì, che ci proviamo una cosa qualunque, il più delle volte assurda, comprese cose che nella vita reale non metteremmo mai, quando lui ci chiede:
TI SERVE? = ti serve non è una domanda!! "Ti piace" è una domanda, ti serve che cos'é? ironia? curiosità? autentico stupore? Tutte e tre le cose insieme?
Comunque il trucco è rispondere con l'unico avverbio che funziona in ogni circostanza: "Assolutamente".
Che poi sia assolutamente si, o assolutamente no, è a vostra totale discrezione.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 08:02 | Permalink | commenti (4)
categoria:il milady pensiero
martedì, 28 marzo 2006

 Tre motivi

La supplenza, un appassionante concorso e il fatto che sia arrivata la connessione adsl hanno fatto sì che questo blog venisse un po' trascurato.
Durante i giorni "scolastici" ero troppo stanca per muovere le dita sulla tastiera, persino premere il bottone dell'accensione sarebbe stato uno sforzo sovrumano, dopo aver passato la giornata a sedare risse, evitare che due si facessero a fette col taglierino, tirare giù dal banco -su cui era pericolosamente salito- un tipo che si stava ghigliottinando con la tapparella rotta (che voglia di lasciarlo lì), rincorrere nel bagno dei maschi due idioti ("AAAAAh! Prof! ma questo è il bagno dei maschi!!!" "Niente che non abbia già visto, figliolo, butta la siga e torna in classe se non vuoi renderti conto di persona di quanto sporca sia l'acqua dello sciacquone!").
A questo periodo ha fatto seguito il tourbillon di un concorso: la cosa di cui vado più orgogliosa è il tailleur che ho scelto per l'orale, un meraviglioso Mariella Burani color ciclamino capace di scioccare la retina degli esaminatori e renderli incapaci di ascoltarmi obiettivamente.
Infine, l'arrivo dell'adsl mi ha resa tale e quale a una bimba di 4 anni il giorno in cui scopre che è Natale e che sta per scartare la casa di campagna di Barbie. Ho passato giorni di totale rimbambimento informatico, estasiata dalla velocità di caricamente di pagine assurde, quelle in cui ti viene fuori la barretta di loading e la percentuale di caricamento....prima passavano degli estenuanti quarti d'ora, adesso magicamente, in pochi istanti è tutto lì. Passata la passione dei primi tempi, però, mi sto rimettendo in carreggiata: da ora in avanti temo che vivrò qui, davanti alla videata del mio blog. Tremate, tremate.

 

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categoria:vita da sposa
lunedì, 20 marzo 2006

Adriaaaanaaa!

L'avventura continua. Le mie classi, orribile accozzaglia della peggior feccia scolastica, iniziano ad essermi lontanamente simpatiche. Soprattutto la terza, dove sono stata protagonista di siparietti piuttosto godibili. Uno dei miei adepti, ad esempio, ha pensato bene di sconvolgere la giovane supplente facendo uso del suo dizionario scurrile. Povero stolto, non sa che la mia adolescenza e gioventù è stata (ed è) popolata di individui che si fanno un baffo del linguaggio scurrile: insomma, quello dell'alunno a me pare solo un fastidioso biascicare di parolette. Urtato dalla mia indifferenza al suo lessico da bullo, giorni fa ha proclamato, alzando la mano per parlare: "Prof, ho male al culo". Senza battere ciglio gli ho spiegato che la cosa mi addolorava molto e gli ho consigliato di evitare frutta secca e cibi piccanti. Il fatto che nell'intervallo i compagni lo dileggiassero attribuendogli malattie che probabilmente non ha non è affar mio, giusto? (Sentivo cantare "**** ha le emorroidi" fin dal piano di sotto, ma ho rifiutato di fornire spiegazioni ai colleghi).
Giorni fa, sento sin da fuori dell'aula una musica: era la colonna sonora di "Rocky", che usciva da un telefonino capace di leggere anche gli mp3. Spalanco la porta e mentre la musica galleggiava nell'aere vedo i maschi della classe con il cappuccio delle felpe calato in testa che imitano Stallone e si tirano pugni degni di Rocky I e II. Chiudo la porta, arrivo alla cattedra, respiro col diaframma e mi metto a urlare: "Adriaaaaaanaaaaa!".
Cavolo, un attimo dopo erano tutti zitti e mi guardavano con quella che mi è sembrata stima.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 17:18 | Permalink | commenti (6)
categoria:ho visto cose
venerdì, 10 marzo 2006

Le esilaranti avventure di una supplente


Sarei io. La supplente, dico.
Mi hanno rifilato una spassosa supplenza in una scuola media. Non credo proprio che la santa donna che sto sostituendo abbia l'influenza: deve essere preda di un esaurimento nervoso. Io, al suo posto, dopo 6 mesi a contatto con i teppisti, sarei collassata oppure oppio-dipendente. Mi trovo a fare la domatrice di leoni in due gabbie: una seconda ed una terza. Gli studenti sono per lo più indistinguibili, perchè vivendo nei corridoi spesso mi seguono in un'aula e nell'altra, quindi ancora non mi è chiaro chi faccia effettivamente parte dell'una o dell'altra classe.
L'arredo urbano è sempre nella migliore tradizione della scuola italica: le uniche cose non rotte e non bombardate sono le macchinette del caffè, totale appannaggio del bidellame vario che deambula senza meta. Quanto all'aspetto disciplinare, io credo che una qualunque scuola malfamata del bronx sia, al confronto delle mie classi, come un gruppo di distinti studenti oxoniensi. Il turpiloquio non mi sorprende soltanto perchè, avendo io qualche anno più di loro, posso vantarmi di conoscere sfumature della lingua che i dodicenni manco si immaginano. La violenza mi preoccupa un po' di più: ieri la mia collega ed io abbiamo letteralmente diviso due facinorosi che si stavano a menà. A dire il vero io parteggiavo smaccatamente per uno di loro, che stava pestando di santa ragione un rompipalle di quelli buoni, quindi temo di averlo trattenuto con poca convinzione. L'unica cosa che ho ricavato da questo tafferuglio è stato un pestone sulla mia scarpetta bicolore di Prada: a quel punto mi sono alterata sul serio, ho sbraitato come solo un mezzosoprano VERAMENTE incazzato sa fare e magicamente sono andati tutti al posto. Poi, mentre constatavo i danni subiti dalla mia ballerina, mi sono sentita provocatoriamente chiedere a bruciapelo se
sapevo cosa fosse un'algabranchia. Benedicendo la mia passione per Harry Potter ho risposto come se mi avessero chiesto un'ovvietà e per una quindicina di secondi ho avuto il loro rispetto.
Un avviso ai signori politici: alle prossime elezioni io voterò qualunque schieramento mi garantisca l'immediato ripristino delle punizioni corporali a scuola. Fatemi sapere.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 16:34 | Permalink | commenti (3)
categoria:ho visto cose
venerdì, 03 marzo 2006

Post-Olimpico



Sono finite, ce l'abbiamo fatta. Le Olimpiadi invernali torinesi hanno lasciato il posto agli inevitabili commenti su quello che è stato fatto bene, su quello che si poteva fare meglio, su quello che non si doveva fare proprio, su quello in cui si sperava, e su quello in cui non si sperava più. Le ho seguite tutte, dove e quando ho potuto, gongolando alla vista della mole illuminata, ma chiedendomi che reazione avranno avuto i torinesi veri (ce ne sono ancora?) con "tut as cine par ia strà".
Ho scoperto uomini che raggiungono con uno slittino velocità che io non sfiorerò mai nemmeno in auto.
Ho scoperto certi atleti a cui avrei dato una medaglia personale, soltanto per la disinvoltura con cui indossavano quei tutini aderenti (Dio li benedica!). Ho pianto per il pattinaggio, ho schivato paletti insieme ai discesisti, ho visto Athos soppesare seriamente la possibilità di dedicarsi al curling. Mi sono incazzata come una iena perchè nel terzo millennio abbiamo un canale apposta per seguire il grande fardello, ma per le olimpiadi, che capitano 1 volta ogni quattro anni (e a Torino 1 volta nella vita) siamo tutti pigiati su Rai2 a contenderci brandelli di collegamento tra un bob e un salto. Però paghiamo il canone.
Ho visto Rocca cadere come cadevo io alle elementari, incrociando gli sci e ho visto il vero spirito olimpico durante una partita di hockey, mentre due giocatori brandivano la mazza verso un avversario particolarmente pericoloso (va bene che l'importante è partecipare, ma la mischia è mischia e l'inferno a un segnale si scatena).
Ho visto un paio di biondissime atlete russe provarsi le scarpe nello stesso negozio in cui io stavo comprando i sandali, chiedendomi dove quelle due Svetlane potranno sfoggiare, a 30 gradi sotto lo zero, quei trampoli pieni di lustrini. Ho visto Athos guardarle con interesse. Mah, se stanno in piedi sul ghiaccio su due lame sottili, immagino che non avranno grossi problemi con un tacco da 15.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 08:32 | Permalink | commenti (4)
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