venerdì, 25 febbraio 2005

 LETTERA APERTA AGLI STUDENTI DELL'ISTITUTO TECNICO

"...i complimenti dei playboy, ma non li sentiamo più se c'è chi non ce li fa più..."

Così canta la Mannoia nella celebre canzone "Quello che le donne non dicono".
Si vede che lei non ha la fortuna di passare ogni dì sotto le mura, ma soprattutto le finestre del vercellese ITIS. Io che mi ritrovo a transitare di lì tutti i giorni ho invece la gioia di sentirmi apostrofare ogni giorno da impavidi diciottenni affacciati alle finestre della scuola in questione (con sprezzo del pericolo e incuranti delle temperature glaciali).
Talvolta, forse influenzati dall'ennesimo indirizzo specialistico della scuola superiore, quello aereonautico, i fanciulli danno prova di grande maturità lanciando dai veroni areoplanini di carta, con cui sognano le gesta di Francis Lombardi e con cui colpiscono ignari passanti più o meno infastiditi con i relativi cani al guinzaglio.
Se invece a passar di lì è una donna, diciamo dai 15 anni in su, i dongiovanni in erba, fedeli al motto "purchè porti la gonnella", gareggiano in saluti e omaggi verbali, che vanno dal generico "ciao bella", al più specifico "ciao bionda", passando a onor del vero anche a dei cortesi "'giorno, signora", quando la passante in questione non rientra nei canoni d'interesse degli attenti studenti. Tutto questo ad orari variabili non ascrivibili nè a quelli d'un cambio d'ora, nè a quelli dell'intervallo evidentemente sempiterno.
Ci sarebbe da chiedersi dove sia l'autorità dell'istituto che asseconda tanto lassismo.
Ma in fondo un complimento o un saluto per strada non offendono più nessuno, quindi tanto vale usare la pubblicazione di questa lettera per ricambiare il saluto giornaliero delle classi dell'ITIS ed augurar loro un uso più proficuo del tempo trascorso sui banchi.
Pardon, alle finestre.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 10:21 | Permalink | commenti (2)
categoria:il milady pensiero
mercoledì, 23 febbraio 2005

NEL BLU DIPINTO DI BLU 

Ci sono poche cose di cui vado orgogliosa nella mia vita. Sicuramente fra le prime cinque, però, devo annoverare il mio bagno "blu-mare".
Se il Vate per eccellenza aveva un bagno delirante, tempestato di oggetti provenienti dai luoghi più svariati, io, con meno possibilità, ma armata di ettolitri di buongusto e lastricata di buone intenzioni ho creato una piccola meraviglia da rivista d'arredamento.
In origine, quando entrai in questa casa per la prima volta, non trovai altro che quegli elementi imprescindibili per rendere tale una stanza da bagno.
E trovai anche delle piastrelle con una gentile grechina grigio-azzurra. Partendo da questo insignificante spunto ho cercato, insieme ad Athos, entusiasta come ogni marito di parlare per ore del colore dei mobiletti da bagno, una tonalità di azzurrino che "pagnasse" (voce del verbo "pagnare") con la grechina di cui sopra. Installati anche i garbati mobiletti, ho continuato l'opera con psicopatico fervore, andando a cercare l'accappatoio azzurro, gli asciugamani azzurri, il portasapone azzurro, il portacandela profumata (azzurri entrambi, supporto e candela), il portaoggetti in vetro azzurro e la bomba da bagno azzurra al profumo di mare.
Come faccia a profumare di mare è un mistero.
Di lì al delirio il passo è stato breve: il tappetino missoniano in gradazioni di azzurro e blu è stato subito seguito da un set assolutamente in tinta di incensi e coni da bruciare.
Ovviamente anche questi profumano misteriosamente di mare.
Oggi pomeriggio, con l'avvento della tenda azzurra, direi che l'opra è stata completata.
Credo che ora andrò di là a bearmi nella vasca da bagno, immersa in un hollywoodiano bagno di schiuma. Peccato non abbia ancora trovato niente che fa la schiuma azzurra.
Ma datemi tempo.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 18:42 | Permalink | commenti (4)
categoria:vita da sposa
martedì, 22 febbraio 2005

IN DIFESA DI MISS JONES

 Ieri sera non ho resistito. Avrò perso si e no una ventina di minuti all'inizio, ma poi, terminato il rigovernamento della cucina, mi sono ritrovata spalmata sul divano a rivedere le fortune e sfortune della single più famosa di Londra, l'inossidabile miss Jones (che sta bissando sugli schermi il successo del primo film, con un esilarante sequel).
Ok, è un filmetto piuttosto stupido forte di un cast assolutamente perfetto (il terzetto Zellweger-Grant-Firth), sceneggiato sulla base di un romanzo che in pratica riscrive "Orgoglio e Pregiudizio" senza curarsi neppure di cambiare tutti i nomi.
L'avevo visto al cinema in era di singletudine acuta, e ora da moglie l'ho guardato con occhi nuovi.
No, dico: la cena delle coppie felici con la povera Bridget single.
Che strazio. Eppure - ho pensato - a queste cene io partecipo. E sono dalla parte delle coppie felici, e magari faccio battutine idiote su matrimoni futuri o imminenti. E punzecchio gli amici scapoli o le amiche nubili per sapere qualcosa della loro "vita amorosa".
O.
mio.
Dio!
Tra un po' finirò col citare idiozie tipo l'orologio biologico.
Tra un po' inizierò a decantare le gioie della perfetta vita a due.
Tra un po' guarderò con compatimento le conoscenti non morosate.
Tra un po' inviterò a casa amici single, cercando di farli innamorare (emulando così un'altra eroina della Austen, la insopportabilmente perfetta Emma).
Prima che io faccia tutte queste cose, per favore, uccidetemi.
(Meno male che ci siete, ragazzi).

postato da: Milady-de-Winter alle ore 17:34 | Permalink | commenti (5)
categoria:ho visto cose
lunedì, 21 febbraio 2005

CARLO E CAMILLA, COPPIA TRANQUILLA 

Carlo e Camilla si sposano.
Dopo il coro di chissenefrega che di solito accompagna questa frase, mi pare giusto spendere un paio di parole sulla cosa, primo perchè ADORO il gossip, secondo perchè è pur sempre un quasi re d'Inghilterra che si sposa, anzi, si risposa.
E dunque parliamo di lei: la sposa.
Grande amore di gioventù versione attempata, affascinante come solo le donne delle varie contee britanniche sanno essere, forte e sano esempio di matrona incurante dell'esistenza di parrucchieri, visagisti ed esperti d'immagine, Camilla attraversa il nostro tempo col passo sicuro di chi alla fine ce l'ha fatta. E per le donne comuni è un risultato non da poco. Morta e sepolta la sventurata principessa triste (splendida icona pop cantata da Elton John e vestita da Versace, amante di grattacieli e bagni di folla, cause umanitarie e concerti rockettari, spese folli nei grandi magazzini e passeggiate con gli stallieri) gli inglesi storcono il naso ma si trovano ad accettare una vera signora inglese, che pare uscita da un romanzo di Jane Austen. Una di quelle che vanno a cacciare la volpe, stanno in giardino a piantar begonie con il cappellaccio di paglia e senza crema per le mani di Lancome, probabilmente spettegolano tutto il giorno, mangiano muffins nei momenti di crisi, hanno sempre un ombrello di una stoffa che non centra nulla nella borsa da Mary Poppins, e si godono quei miliarducoli di vitalizio che si trovano misteriosamente nel borsellino. Insopportabilmente british.
Qualunque donna al mondo si farebbe disegnare l'abito da sposa da uno stilista italiano, al massimo francese. Camilla sceglie due ignote creatrici di tailleur regali (omioDio) e procede a testa alta verso la corona che non avrà. Per certi versi è meglio così, piazzargliela su quella chioma incolta e cespugliosa non sarebbe affatto semplice.
Certo, manca un po' di glamour in questi tempi dove essere glam è tutto quel che si chiede ad un matrimonio.
Athos, mio marito, tornato a casa con il giornale sotto al braccio che titolava a caratteri cubitali l'annuncio dei britannici imenei, ha decretato: "Posso ancora capire fare console il proprio cavallo....ma Carlo se lo sposa addirittura!!".

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categoria:non seguite la moda dettatela
venerdì, 11 febbraio 2005

LA VICINA NEL BAULE 

Abituata come ero ai tempi della mia nubilanza ad abitare in una casetta indipendente, scopro ora le gioie della coabitazione condominiale.
Aristotele deve aver detto che l'uomo è un animale sociale.
Aristotele non aveva gente che gli abitava al piano di sopra.
Quello che per me è il soffitto, per l'allegra famigliola del piano di sopra è il pavimento, ricettacolo di una miriade di oggetti caduti in modo piuttosto frequente e accidentato. Inoltre, nonostante il cemento armato, le notizie che mi giungono sulla vita privata della suddetta famiglia sono molteplici.
Innanzitutto so quando la Signora si arrabbia. E credo che lo sappiano tutti, anche quelli della casa di fronte e di quella dopo ancora. Si, perchè la Signora in questione, timbro da soprano drammatico e facilità negli acuti, si distingue per le sceneggiate, che sono fondamentalmente di tre tipi:
1) tipo allegro. Quando ha gente, quando chiama al telefono le amiche, quando vuol far sapere al mondo che ha la casa in montagna o una sciarpa di cachemire nuova. Si esprime per lo più con frasi estatiche e ripete il modulo fino ad esaurimento delle conoscenti.
2) tipo sospettoso. Si ha quando la Signora, durante la mattinata, controlla l'operato della fantesca che fa i lavori al posto suo. Di solito il cazziatone si apre con un "Ah-ah! lo sapevo!!!" (la voce dello sgamo) a cui fanno seguito insulti e litanie sul tipo "ma perchè è dovuta toccare a me, ma perchè certe cose succedono a me, ma perchè non c'è più la servitù di una volta" e via così...sembra la sorella del Conte Ristori quando maltrattava Elisa di Rivabavosa. Uno strazio.
3) tipo isterico. Questo è il tipo più drammatico e più frequente. Quando il mondo le fa un torto, il che pare avvenga piuttosto di frequente, lei si agita, urla, strepita, e torna sul tema "ma perchè a me, ma perchè, ma perchè ma perchè??" (giuro che una volta l'ha detto 8 volte di fila, ero tentata di suonarle il campanello e chiederle "e perchè no?", così magari entrava in crisi). Spesso la cosa degenera, le urla si fanno più alte e la discussione si accende.
Una volta l'avevo sentita gridare "non chiudermi dentro!". Ignoravo cosa fosse il "dentro", Athos aveva suggerito trattarsi dell'armadio. Infatti per un bel po' c'era stato silenzio. Non sentendo la Signora strepitare il giorno seguente mi ero chiesta se per caso non fosse stata lasciata chiusa lì (che bello, la moglie pazza nella stanza segreta, molto Jane Eyre), ma il saggio Athos mi aveva suggerito di intervenire solo ai primi sentori di "eau de carogne", l'afrore che mandano i corpi dimenticati in armadi e simili.
Qualche sera fa abbiamo sentito strani colpi. Athos, stancamente, ha supposto che ormai l'avessero chiusa in un baule.
In effetti, è tutto il giorno che mi godo una quiete irreale: speriamo che regga.
La chiusura del baule, intendo.

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categoria:vita da sposa
giovedì, 10 febbraio 2005

 Elogio del coro (parte seconda)

Ci sono quelle giornate che iniziano male e finiscono peggio, in cui scopri che tutto quello che sai o lo sai sbagliato, o se lo sai giusto non ti servirà mai; quei giorni in cui ti rendi conto che la persona più intelligente che hai incontrato in giro era uno che a momenti ti piglia sotto in macchina, quei giorni in cui leggi il giornale e noti che oltre a riportare notizie orribili, le riferisce anche in un italiano pieno di errori e privo di congiuntivi.
Quei giorni in cui vedi che tutto quanto c'è al mondo di kalòs kai agathòs (bello e buono, per i non ellenici) viene messo da parte.
Però alla fine di uno di quei giorni lì, esci di casa (anche struccata e con 2 centimetri di crescita scura sui capelli biondi), affronti il freddo, la pioggia, a volte il riscaldamento malfunzionante e ti chiudi in una stanza con altre 30 persone a cantare Vivaldi.
E allora chissenefrega di tutto, perchè NOI siamo lì a studiare una fuga e in quel momento il nostro problema non è più il lavoro, il moroso, lo sciopero dei bus, il freddo, il telefonino scarico.
In quel momento noi abbiamo problemi come...alleggerire le "a", non lasciar cadere le finali, imparare ad ascoltare il sol dei bassi perchè quella nota lì serve, mandare a mente un salto di quarta, fare quattro battute di agilità in un fiato solo....
Quelli sono i problemi.
E li risolviamo tutti.
E quando usciamo siamo magari più assonnati e stanchi di prima, però NOI abbiamo CANTATO.
Magari a qualcuno sembra strano, ma la mattina mi sveglio più contenta.

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giovedì, 03 febbraio 2005

APOLOGIA DEL MAGLIONE DELL'INGEGNERE

 Esiste un capo d'abbigliamento che popola gli armadi di tutte quelle fanciulle che, come me, si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto di un uomo con il cervello da ingegnere. Questo capo d'abbigliamento è il "maglione dell'ingegnere".
Caldissimo, generalmente di lana al 100%, è caratterizzato di solito da improbabili righe orizzontali, o fasce orizzontali, o trecce orizzontali, che farebbero sembrare grasso anche Keanu Reeves. Talvolta, invece, si distingue per l'accostamento dei colori, che prevede insieme il viola e l'arancio, il grigio melange con il rosso  vivo, il verde pisello con le righe nere.
Portato di rigore sopra a dei pantaloni grigi ed una camicia azzurra tinta unita (si spera), provoca in chi l'osserva sensazioni che vanno dal conato di vomito allo svenimento, passando per il colpo di tosse apoplettico.
Ho rinvenuto alcuni di questi oggetti, nell'armadio di Athos, mio marito. Alcuni sono stati lavati "erroneamente" con programmi di bucato inadatti, ed ora sembrano golfini per la barbie; altri sono stati nascosti accuratamente sotto il letto, il materasso, il divano, altri ancora vengono dichiarati "dispersi nel trasloco". Tutto, purchè non vengano più indossati! Il fatto è che il maglione dell'ingegnere è un segno di riconoscimento: se la sera in un locale vedi tre ragazzi con maglioni immondi davanti ad una birretta, puoi star sicuro di avere davanti gente che bazzica per il politecnico. C'è da dire che alcuni di questi agglomerati di lana non sono così inguardabili: un paio sono sopravvissuti alla pulizia etnica dell'armadio comune, e sino ad esaurimento verranno ancora indossati dal mio adorato consorte.
In difesa c'è da dire una cosa: quando ti alzi di notte, fa freddo, e hai lì a portata di mano, a scelta, la vestaglia di seta o il maglione dell'ingenere piegato sulla sedia, il dubbio non si pone.
Per il pellegrinaggio sino al frigorifero è molto più confortevole e caldo il maglione dell'ingenere.
Se indossato da solo, probabilmente, potrebbe anche essere sexy.
Potrebbe.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 08:03 | Permalink | commenti (4)
categoria:parola di athos