venerdì, 20 novembre 2009
 
 
 
Come ti reinvento la Storia

Vi ricordate
questo delirante esercizio di completamento che avevo dato come verifica qualche settimana fa?
Bene, alcuni simpatici signori amanti delle ucronie l'hanno letto (grazie a Falecius, credo) e ne hanno tratto una pagina di grande Storia. La trovate
qui, a fondo pagina.
postato da: Milady-de-Winter alle ore 16:11 | Permalink | commenti (3)
categoria:ai confini della realtà
venerdì, 20 novembre 2009
Dichiarazione
La sottoscritta Prof.sa Milady de Winter, nata nelle nebbie padane un numero imprecisato ma non esorbitante di anni fa, attualmente in servizio presso la Scuola in Collina, via dei Nanetti da Giardino 1 (giuro, ci sono!), del paese in the Bottom of the Lups, con la qualifica di docente a tempo tragicamente determinato, supplente della Prof. Indecisa Vomitante
 
- visto che sul trono del Regno di Sardegna sedeva Napoleone III;
- visto che Michelangelo ha scolpito la Gioconda;
- visto che la stampa l'ha inventata "un tizio tedesco";
- visto che Garibaldi è salpato da Venezia;
- visto che l'Unità d'Italia è roba del Seicento (non si sa se con l'uno o meno davanti);
- visto che le placche terrestri sono immobili;
- visto che la penisola iberica e quella balcanica confinano;
- visto che il canale di Panama non è ancora stato realizzato ma il ponte sullo stretto di Messina sì,

- considerato il ritorno a scuola recente a seguito di atro morbo;
- tenuto conto della salute ancora cagionevole,
- non ostante il fatto che manchi ancora una mattinata al termine delle lezioni settimanali

dichiara
pubblicamente e inesorabilmente
iniziato il weekend.
Cazzo.
Milady de Winter
postato da: Milady-de-Winter alle ore 07:33 | Permalink | commenti (7)
categoria:la scuola in collina
mercoledì, 18 novembre 2009
 
 
Ahi, i genitori

Sono tornata a scuola e già mi girano a elica.
Anzi, mi girano come le pale di un elicottero.
Anzi, mi vorticano.
Perchè ieri ci sono stati i consigli, e io non c'ero, quindi mi aspettavo di tutto oggi.
Commenti cattivi dai colleghi (e invece no, perchè non ero l'unica malata, c'è un po' di epidemia che distoglie l'attenzione), ragazzi arrabbiati per i voti "del primo bimestre" sul libretto (una porcata locale), cartacce da firmare, un verbale da fare.
Invece.
C'è stato un unico motivo di lamentela nei miei confronti, ed è venuto dalla Biutiful Class. Perchè "quella di storia e geografia", per gli amici "io", secondo i genitori "non dà da portare a casa le verifiche, ed è un nostro diritto vederle".
Ora, è un loro diritto vederle, infatti sono a scuola in visione. Venite, guardate, inorridite e ve ne andate.
Poi, io le ho date da portare a casa, la prima volta.
In quella classe lì (in I e in III no, per dire), ci ho messo giorni prima di riaverle, e nemmeno tutte firmate. E in che stato, poi. Mi son girate un po' le balle. Comunque i colleghi mi han detto che le devo assolutamente lasciar portare a casa, perchè i genitori rompono e son padroni.
Perfetto.
Notare che questa è l'unica scuola in cui io abbia mai lavorato dove le verifiche stanno dentro a cartelline riposte negli armadi di classe. Non in sala prof., dove di solito c'è un armadio chiuso a chiave.
Cioè, un ragazzo può arrivare la mattina alle 8 meno 2, prendere le sue verifiche dalla sua cartellina, portarle a casa e dar loro fuoco con agio, non me ne accorgerei fino alla verifica successiva.
Le colleghe mi dicono che "tanto non lo fanno".
Io, per intanto interrogo a tappeto, domani, in quella classe. Soprattutto la figliola della signora che si è lamentata. Ho anche scoperto che si è lamentata perchè "è calata dall'anno scorso" (dal 10 della vecchia prof. al mio già generoso 8).

Stasera, scusatemi, mordo.
postato da: Milady-de-Winter alle ore 17:35 | Permalink | commenti (10)
categoria:parenti e genitori, la scuola in collina
mercoledì, 18 novembre 2009

Nebbia in Valpadana

Un nebbione di quelli da competizione.
Credo che nell'intervallo, in cortile, ne perderemo una dozzina.
Sai che tragedia.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 07:41 | Permalink | commenti (3)
categoria:ai confini della realtà
martedì, 17 novembre 2009
Back again

Ci sono quasi.
Di ritorno, dico.
Domani ricomincio.
Oggi sono ancora a casa, ad aspettare la visita medica che per me può venire quando vuole; io son qui che scatarro e nel migliore dei mondi possibili dovrei stare ferma fino a venerdì, ma poichè sento già i coltelli volare perchè ho saltato i consigli, voilà, eccomi, domani torno in pista.
Risulta dalla mia agenda del Carabiniere (perchè quest'anno non ho preso servizio subito e le agende della banca eran finite, allora Athos mi ha rimediato un'agenda del Carabiniere fichissima, tutta rossa e blu che fa pendant con il matinone rossoblu), dicevo, risulta dalla mia agenda che domani io debba fare tre ore in terza. Come a dire: "cucù, sono torntata". Cucù magari non lo dico, che evoca il presidente lancia in resta, meglio evitare.
In ogni modo, cucù o no, io domani torno e magari faccio fare la verifica che han saltato, e già li sento "no, prof., non lo sapevamo, non abbiamo studiato".
Al che posso opporre due tesi: 1) è una settimana che non fate una mazza, potevate anche aspettarvelo; 2) l'insegnante sono io e decido io.
Ma a guardare bene l'agenda del Carabiniere, io domani non farò niente di tutto ciò, perchè domani c'è l'orientamento.
L'ori-che?
L'orientamento. Dobbiamo dire a 'sti ragazzi quali scuole superiori ci sono, per consentir loro di prendere una decisione, verosimilmente sbagliata. Sì, perchè, quando vengono le scuole a presentare i loro programmi, tutti escono dall'aula decisi a diventare aviatori, esperti informatici, chef sulle navi da crociera, interpreti internazionali. Va da sè che nessuno sceglie mai di diventare professore, o elettricista o impiegato alle poste.
E voi direte: ma non c'è la riforma delle superiori? Mais oui, perchè la Marie Etoile, oltre a un figlio sta per partorire anche la riforma e la controriforma delle superiori, della quale tutti hanno capito poco, lei compresa ma non è che ci aspettassimo di più. L'unica cosa che ho capito io è che qualunque istituto superiore prenderà il nome di "liceo", seguito da un termine più o meno evocativo. Tipo il liceo "coreutico", che voglio proprio vedere se i tredicenni sanno che vuol dire. Infatti dovremmo spiegarlo noi, ma io me ne guardo ben bene, tanto c'è l'orientamento.
Quello di domani, però, non sarà un orientamento scolastico, nou nou. Sarà una cosa per conoscere "loro stessi", per "potenziare la loro autostima". Mi sfugge il nome, credo che si chiami progetto "I've got the power", o simili. Il che significa che per due ore non potrò spiegare, ma starò seduta sul portaombrelli fuori dalla porta dell'aula, perchè potrei inibirli, mentre dentro qualificati educatori faranno parlare i miei allievi come in una puntata di Amici.
Ora, non è che io abbia tutta questa gran voglia di tornare.
postato da: Milady-de-Winter alle ore 08:39 | Permalink | commenti (9)
categoria:la scuola in collina
domenica, 15 novembre 2009

Domenica pomeriggio

Da ragazza la passavo studiando, mentre i ragazzi allegri e felici uscivano.

Oggi, invece, l'ho passata da malaticcia, in casa, a correggere porcherie, prepapare verifiche e mettere a punto riassunti, schemi e programmazione (finita, grazie), mentre i miei alunni allegri e felici sono usciti.

C'è qualcosa che mi sfugge.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 17:56 | Permalink | commenti (8)
categoria:supplire è come morire
venerdì, 13 novembre 2009

Imprevisti e probabilità

Non lavo i capelli da una settimana e ovviamente, dopo le innumerevoli sudate per far andar via la febbre, la mia chioma sembra quella di Maga Magò.
E' altrettanto ovvio che da una settimana non faccio manutenzione e disboschimento, tanto vado a dormire con i sexy calzettoni in cui talvolta infilo i pantaloni del pigiama che ho ciulato ad Athos l'altro giorno, ché avevo freddo.
Il mio colorito, tra il pallido e il verdognolo, mi fa sembrare, a scelta, Violetta nell'atto terzo oppure un vampiro.
Naturalmente non ho le lenti a contatto ma i consueti occhiali da prof.
Va da sè che non ho un filo di trucco.
Va da sè che non indosso la lingerie delle grandi occasioni, ma una comoda vestagliona di pile tirata su fin sotto il mento.

Le probabilità che mi mandino la visita fiscale e che si presenti come medico un tocco di gnocco inverosimile si fanno altissime.

Nel caso, ve lo mando.

postato da: Milady-de-Winter alle ore 10:09 | Permalink | commenti (12)
categoria:ai confini della realtà
venerdì, 13 novembre 2009

Dubbi da prof
Post semiserio con quesito serio per insegnanti disponibili a erogar consigli

Nella scuola in collina, dal 14 settembre fino alla fine del mese, sulle tre classi di cui vi narro, c'è stata l'Indecisa. Non è sempre stata lì: l'hanno trasferita quest'anno e la cosa nemmeno le piaceva.

Costei stava per sposarsi, era tutta presa dai preparativi, e in classe non ha fatto fare granchè: un tema in terza e basta.
Prove d'ingresso, zero.
Ora, io le considero utili, un po' per farsi il polso della classe, un po' per avere in mano della carta da sventolare sotto il naso dei genitori, e un po' per capire quanto sono gnucchi.
Il 28 di settembre l'Indecisa si è messa in congedo matrimoniale, ha salutato i ragazzi dicendo "ci rivediamo tra due settimane, fate i bravi con la supplente".
Il giorno stesso la segreteria chiama dalle graduatorie di istituto VECCHIE una che due anni fa mi precedeva ma ora non più, una che è arrivata lì a supplire, una che conosco di vista, un tipetto pratico e mascolino.
Il giorno dopo escono le graduatorie di istituto NUOVE, dove io precedo di svariati punti il tipetto pratico e mascolino, ma è troppo tardi.
Il tipetto pratico e mascolino sa di esser lì di passaggio, si arrabatta come può, non fa fare una verifica che sia una confidando nel lesto ritorno dell'Indecisa, ma - in comprenso - spiega.

Intanto ci sono le nomine, dove io non prendo nulla se non una forte emicrania.

Finisce il congedo dell'Indecisa che però, prontamente, si mette in malattia (perchè è in attesa, ma lo scopriremo poi): e qui la segreteria scorrendo la graduatoria nuova incappa nel mio nome, mi chiama, e mi propone la supplenza "breve ma poi vediamo", di cui vi narro.
Io arrivo a metà ottobre e sul registro non ho nessun voto di niente, salvo quell'unico tema: dopo una settimana di permanenza ne faccio fare un altro, faccio fare una verifica di grammatica, un test di geografia, uno di storia, e così via in tutte le classi. Vi ho raccontato anche con quali risultati. In prima e in seconda dove ho storia e geo, mi metto a interrogare, ma tra assenti e influenzati cronici, qualcuno ancora non ha voto di qualcosa.

Ora, io devo consegnare quella mappazza di roba sulla programmazione, in cui c'è anche l'immortale parte sulla "situazione iniziale della classe". E qui dovrò dire che la classe si può suddividere nelle seguenti fasce di livello: Pochi ma Buoni nella fascia 1, Resto del Mondo della fascia 2,  Peones Sparsi nella fascia 3.
Questa suddivisione me la invento io per due motivi: 1) nessuno mi ha mai chiesto "confrontiamo le fasce di livello"? oppure "Lui con te, come va?"; 2) ormai li conosco più io che l'Indecisa.
Ma le fasce di livello si stabiliscono sulla base delle prove di ingresso.
Che però nessuno ha fatto fare.

Ecco, il domandone è: posso scrivere in bei modi che nessuno si è degnato di somministrare le schede d'ingresso e che farle fare a fine ottobre mi sembrava cretino, perchè c'era già una quintalata di materiale spiegato da verificare?
Oppure posso consegnare un ricettario di cucina al posto della programmazione suddetta, certa che nessuno la leggerà mai?

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categoria:la scuola in collina
giovedì, 12 novembre 2009
Bollettino

Ho l'influenza.  Poichè il matrimonio è innanzi tutto condividere, ho pensato bene di pigliarmi 'sta rottura di scatole anch'io. Anche se in effetti eravamo tutti e due scatarranti e doloranti da alcuni giorni, io tenderei comunque  ad attribuire la colpa ai miei ammorbanti e contagiosi allievi. Comunque oggi, vedete, scrivo, connetto, metto in fila due pensieri di senso compiuto. Fino a ieri mattina non era pensabile, perchè avevo una tranvata di febbre addosso che non se ne voleva andare nemmeno con le dosi da cavallo di tachipirina. Una bella schifezza, ve l'assicuro. La cosa inverosimile per la sottoscritta, poi, è che l'appetito è totalmente scomparso, volatilizzato, e dire che io ho quel che si chiama "un sano e robusto appetito". Oggi affrontare mezza mela mi pare un'impresa titanica. Devo stare a casa da scuola per una settimana almeno e qui arriva il bello.
Mi perdo i consigli di classe.
Tutti e tre.
Il mio medico mi ha detto "chissenefrega".
Il che mi renderà odiata e detestata, ma io a questo punto me ne sbatto, prima la salute. Mi sostituiranno le ineffabili colleghe di corso, che nella scuola in collina mi chiamano "collega" perchè non hanno imparato il mio nome.
Gli allievi, invece, credo che stiano ballano la rumba.
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categoria:supplire è come morire
lunedì, 09 novembre 2009
Le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile

Ma voi sapete cosa voglia dire avere:
- un uomo in casa con l'influenza;
- l'omino della caldaia che non viene a metterla a posto;
- il pomeriggio a scuola;
- un tubo per cena.

Vado, interrogo, curo, telefono, litigo, cucino e torno. Fate i bravi.
postato da: Milady-de-Winter alle ore 08:03 | Permalink | commenti (10)
categoria:vita da sposa