Back again
Ci sono quasi.
Di ritorno, dico.
Domani ricomincio.
Oggi sono ancora a casa, ad aspettare la visita medica che per me può venire quando vuole; io son qui che scatarro e nel migliore dei mondi possibili dovrei stare ferma fino a venerdì, ma poichè sento già i coltelli volare perchè ho saltato i consigli, voilà, eccomi, domani torno in pista.
Risulta dalla mia agenda del Carabiniere (perchè quest'anno non ho preso servizio subito e le agende della banca eran finite, allora Athos mi ha rimediato un'agenda del Carabiniere fichissima, tutta rossa e blu che fa pendant con il matinone rossoblu), dicevo, risulta dalla mia agenda che domani io debba fare tre ore in terza. Come a dire: "cucù, sono torntata". Cucù magari non lo dico, che evoca il presidente lancia in resta, meglio evitare.
In ogni modo, cucù o no, io domani torno e magari faccio fare la verifica che han saltato, e già li sento "no, prof., non lo sapevamo, non abbiamo studiato".
Al che posso opporre due tesi: 1) è una settimana che non fate una mazza, potevate anche aspettarvelo; 2) l'insegnante sono io e decido io.
Ma a guardare bene l'agenda del Carabiniere, io domani non farò niente di tutto ciò, perchè domani c'è l'orientamento.
L'ori-che?
L'orientamento. Dobbiamo dire a 'sti ragazzi quali scuole superiori ci sono, per consentir loro di prendere una decisione, verosimilmente sbagliata. Sì, perchè, quando vengono le scuole a presentare i loro programmi, tutti escono dall'aula decisi a diventare aviatori, esperti informatici, chef sulle navi da crociera, interpreti internazionali. Va da sè che nessuno sceglie mai di diventare professore, o elettricista o impiegato alle poste.
E voi direte: ma non c'è la riforma delle superiori? Mais oui, perchè la Marie Etoile, oltre a un figlio sta per partorire anche la riforma e la controriforma delle superiori, della quale tutti hanno capito poco, lei compresa ma non è che ci aspettassimo di più. L'unica cosa che ho capito io è che qualunque istituto superiore prenderà il nome di "liceo", seguito da un termine più o meno evocativo. Tipo il liceo "coreutico", che voglio proprio vedere se i tredicenni sanno che vuol dire. Infatti dovremmo spiegarlo noi, ma io me ne guardo ben bene, tanto c'è l'orientamento.
Quello di domani, però, non sarà un orientamento scolastico, nou nou. Sarà una cosa per conoscere "loro stessi", per "potenziare la loro autostima". Mi sfugge il nome, credo che si chiami progetto "I've got the power", o simili. Il che significa che per due ore non potrò spiegare, ma starò seduta sul portaombrelli fuori dalla porta dell'aula, perchè potrei inibirli, mentre dentro qualificati educatori faranno parlare i miei allievi come in una puntata di Amici.
Ora, non è che io abbia tutta questa gran voglia di tornare.