venerdì, 03 luglio 2009

Vorrei, vorrei
(che mi pare sia anche una canzone, ma non so)

Io vorrei scrivere, vi giuro che vorrei. Devo pure raccontarvi del collega di religione, sul quale ho taciuto per decenza sino a scadenza contratto. E delle due gerontocolleghe col trucco da faraone.
Ma sto facendo il MRF (Maxi- Repulisti-Finale), gettando via fogli che si riveleranno indispensabili l'anno prossimo e conservando cose che non utilizzerò mai più.
Tenendo poi conto che a settembre non sono nemmeno sicura di poterlo ancora fare, questo mestiere, e che probabilmente aprirò un chiosco di crespelle alla valdostana.
Mi sembrava di aver fatto spazio, ma l'ho riempito in dieci secondi con i libri che stavano in terza fila. Non so se ce la farò mai.

E poi mi diletto con attività ludiche quali:

-  la compilazione della domanda di supplenza (che essendo parzialmente on-line e parzialmente à la carte sta diventando come la ricerca del Graal, solo pù lunga);

- la compilazione della domanda di disoccupazione (ieri c'era un delirio di maestre che sciamavano in branco alla ricerca del giusto ufficio);

- un paio di analisi mediche del tutto routinarie in sale d'attesa piccole, afose e piene di vecchietti sani come pesci.

In tutto ciò avrei anche da far diventare casa un posto umano e pulito, ma mi son detta "prima ritiro la roba di scuola". Così mi sono infilata in un gorgo infernale di allegati, relazioni finali, presentazioni di classe e griglie per la stesura dei giudizi che al momento sono sparpagliate sul tappeto del salotto e hanno l'aria di volerci restare.

Ah, che rimpianto, i cari bei tempi dell'Autodafè. 

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categoria:il milady pensiero, supplire è come morire
lunedì, 29 giugno 2009

Conoscer la sorte

Oggi la ratifica finale, poi l'ultimo Collegio Docenti, poi il rinfresco per le pensionande. La scuola finisce sempre allo stesso modo, in un turbine sudaticcio di mani e baci su tutte e due le guance.
Ho risposto per un incalcolabile numero di volte alla perfida domanda "e allora, un altr'anno dove sarai?".

Ora.

Eravamo tutte insegnanti, là dentro. Le insegnanti (non i pallavolisti, o gli albergatori o i santi, ma le insegnanti)  SANNO che se sei in terza fascia e c'è la Marie Etoile armata di una scure, non sai nemmeno SE lavorerai, figurarsi il dove. Le insegnanti (ma anche gli insegnanti) SANNO che le nomine comunque si fanno d'estate o a settembre e che io potrei sapere il mio destino solo se fossi di ruolo ( e poi ancora), oppure se fossi una cartomante.
Quindi, io mi domando: che cazzo chiedono? Per il gusto sadico di sentirsi dire "eh, non lo so, dipende da quanta gente ho davanti e di quante cattedre ci sono?". Per rispondere "ah, già, ma tu adesso scadi, vero?" (certo, com euno yogurt, ed ho lo stesso tasso di acidità). O è solidarietà, la loro, oppure sincero interessamento? Ma voi, a uno che perde il lavoro, non so, tipo un operaio stagionale alto due metri e con due spalle come un giocatore di Rugby, chiedereste "e l'anno prossimo dove sei?". No. Non glielo chiedereste perchè 1) non lo sa; 2) potrebbe tirarvi due sberle se per caso siete le ventiseiesime persone a interessarsi alla sua sorte.

E non ditemi che sono acida e malfidente. Chissà perchè le persone educate mi hanno detto "in bocca al lupo per l'anno prossimo, vedrai che qualcosa salta fuori", mi hanno chiesto "se ci fosse una cattedra qui la prenderesti?", mi hanno domandato "hai già notizie sulle nomine? sai quando le fanno?". Tutte frasi gentili e concrete, a cui posso rispondere concretamente.

Invece, l'unica risposta che intendo dare da ora in poi ad una collega che mi chieda "e allora, un altr'anno dove sarai?" è: "in galera".
A quel punto estrarrò il pugnale dalle pieghe della veste e dopo aver colpito con precisione chiamerò i gendarmi.

Mica mi firmo Milady per divertimento, io.

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categoria:supplire è come morire, colleghi e strateghi
venerdì, 26 giugno 2009

Telefonata demenziale
tra mia madre e me
sui temi del giorno

"Mamma, hai sentito che è morto Michael Jackson?"

"Noo!! Ma come, quello dei Rolling Stones?"

"Mamma no! Quello è Mick Jagger e sta benone! E' morto Michael Jackson, sai...nero sbiancato, Thriller, fratello di Janet...."

"Ah, meno male".

Credo che volesse dire "meno male che invece Mick Jagger sta bene", ma visto che ridevo come una pazza non sono riuscita a chiederglielo.
Chiedo scusa agli eventuali fan di Jacko per il cinismo. E a Mick per la gufata, obviously.

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categoria:il milady pensiero
venerdì, 26 giugno 2009

Il colloquio orale di Odino 
ovvero
- come disse il Gladiatore -
"avrò la mia vendetta, in questa vita o nell'altra"

Ho finito gli orali. Tristi (molti), incoraggianti (alcuni), esilaranti (parecchi).

Eppure, nonostante le minacce volate per tutto l'anno, quando hai lì un tuo alunno, che per mesi ha giocato con le figurine mentre tu spiegavi la subordinata concessiva, un'ondata di empatia umana ti coglie e decidi di sostenerlo, incoraggiarlo, aiutarlo, cerchi di farlo parlare, di lasciare che imbastisca un discorso, lasci correre certe immani vaccate sperando che il Presidente stia dormento o per lo meno che si renda conto che interrompere il candidato significa mandarlo in palla.

Per cui molti colloqui sono stati una sorta di esercizio di completamento orale, dove noi docenti parlavamo ed ogni tanto lasciavamo teatralmente in sospeso la frase perchè l'alunno potesse completarla con la parola mancante. Si fa anche questo, non inorridite.

Anzi, fate quest'esperimento, genitori che leggete il mio blog: pigliate vostro figlio e chiedetegli di parlare di un argomento di scuola qualunque (scienze, storia, tecnologia, quel che volete) per tre minuti di cronometro senza interromperlo. Poi mi fate sapere.

E' stato così fino all'ultimo giorno.

Poi è arrivato Odino. Con una tesina scaricatissima, riassunti di libri copia-incollati da internet (ma proprio dai siti della Mondadori o da Bol, tanto per dirvi il livello), e i colleghi piacevolmente sorpresi a dire "beh, ma si è sbattutto, ma porta argomenti originali, ma che bravo".
Mi è presa una botta di stanchezza.
Ho pensato "via, che parli, che mi dica a memoria quello che mi deve dire e amen, non posso mica cambiare il mondo, se poi ai colleghi piace pure...".

Ha iniziato con scienze. Sparando a memoria una paginata di informazioni sui vulcani (originalissimo, no?). La collega di matematica gli fa un paio di domande e lui resta basito, così, per non metterlo in difficoltà lo lascia proseguire e poi gli dice di passare ad un'altra materia. Odino volge verso di me la zazzera bionda, e dice "Geografia". Prendo la carta muta del  Messico, gliela metto davanti agli occhi e fo segno di incominciare. Parte la mitragliata di informazioni sul Messico, che per inciso nemmeno io sapevo (cioè, non è che so il numero di abitanti per km quadrato e il PIL e l'estensione territoriale di ogni stato del mondo. E non mi vergogno di dirlo). Non c'è un appiglio per interromperlo, correggerlo, fermarlo. Appoggio un gomito sulla cattedra e mi accascio sconfitta. 

E' qui che ha sbagliato.

Non vedendosi bloccato, mentre gli chiedo di passare a storia, lui involontariamente fa una cosa che non sa nemmeno lui di fare.

Fa la faccia da Draco Malfoy. Biondo, saputello, spalleggiato dal padre e con quell'aria di trionfo negli occhi.

Mentre attacca a parlare della rivoluzione cubana mi sento come se qualcuno mi avesse tirato la spada di Grifondoro e decido "eh no, non è ancora finita". Rizzo le orecchie per cogliere un aggancio e verificare se ha capito quel che mi sta dicendo.
E lui inizia una improvvida frase con " negli anni della Guerra Fredda...".

"Odino, scusami, che cos'è la Guerra Fredda?"
Mi guarda offeso per l'interruzione.
"Eh, è una guerra....."
"...sì? perchè si chiama così?"
"Perchè è stata combattuta nelle fredde terre di Germania durante la seconda guerra".

Il Consiglio di Classe assopito si desta di colpo e ammutolisce. Qualcuno ridacchia.

Finire l'esposizione di storia diventa poi un pezzo di cabaret.
Sarei già contenta così e gli dico "passa pure ad altro", invitandolo a cambiare insegnante, ma lui, tenace, deve fare il suo percorso in ordine e proclama: "Italiano, Calvino".

"Allora vuoi la guerra" penso.
"Adesso vedrà prof." pensa lui.

Ed è qui che ha sbagliato.
Di nuovo. 
Perchè ormai è nel panico completo e la sua memoria gli fa un brutto scherzo.

"Calvino nasce nel 1953".
"Alt. Quindi la resistenza se l'è sognata, visto che è nato dopo?"
"Ah, no. Nasce nel 1943".
"E quindi aveva due anni quando è finita la guerra".

Silenzio.

"Beh, non mi ricordo la data, comuque nasce a Cuba dove trascorre moltissimi anni prima di venire in Italia".
"Ma se aveva due anni quando è venuto in Italia".

Credo sia uscito dicendo a tutti "La prof. Milady ha fatto proprio la stronza".

Sì.

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categoria:ultimo banco, gli esami non finiscono mai
mercoledì, 24 giugno 2009

Tema di maturità 2009

Domani c'è il tema di maturità.
Ecco, visto che so di alcuni miei lettori che domattina, ore otto, si troveranno con il dizionario sotto il braccio e i fogli timbrati in mano, colgo l'occasione per esprimere tramite il mio modesto blog la mia solidarietà, i miei scongiuri più volgari che implicano lupi e balene ed il mio incoraggiamento. E se posso, qualche consiglio scontato:

- Leggete bene le tracce. Scegliete quella dove siete più preparati, non la più bella: non è detto che le due cose coincidano.

- Consegnate un foglio leggibile, che noi insegnanti ci rompiamo un sacco a correggere e poi i temi vuol sempre leggerli qualcuno dei colleghi ("ma come scrive?! ma in matematica da me è così ordinato e tu d'italiano gli permetti di fare questi sgorbi qua?" Due maroni così... )

- Rileggetelo fino alla nausea per evitare porcheriole ortografiche (copiando dalla brutta capita di saltare una riga, un apostrofo...e le carogne si attaccano a queste cose qui, quindi, anche se lo sapete a memoria, riguardatevelo).

- Vogliategli bene, al vostro tema. Scrivete qualcosa che leggereste volentieri anche voi. Che tanto scrivete benissimo, quindi cosa vi preoccupate?

- Fateci sapere, mi raccomando.

A tutti quelli che domani saranno alle prese con l'esame, ai genitori che fumeranno fuori dalla scuola venti sigarette, a quelli che passeranno la notte su internet sperando in una soffiata dell'ultima ora, un carissimo saluto.

A fra10minuti e a simone che si stanno preparando alla maturità va il mio più sincero e "brandoniano" inboccall'upo.

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categoria:gli esami non finiscono mai
mercoledì, 24 giugno 2009

Appunti di mezzo esame

Agli esami non sono più una classe, ma individui.
Persone, ragazzi, ma comunque singoli, non più facenti parte di quell'entità strana e meravigliosa, che a volte si trasforma in un mostro a più teste, che è la classe.
Arrivano alla spicciolata, si parcheggiano nel banchetto delle bidelle, gentili signore che si ingegnano a farli sentire a proprio agio, anche se per mesi hanno dovuto scrostare dai banchi le loro cicche masticate e raccogliere da terra i loro kinder spetasciati.
Hanno in mano cartelline con improbabili ricerche dell'ultim'ora, scaricate dalla rete, fotocopiate al cugino, rivedute e corrette dalla zia maestra, e intanto si tolgono e si mettono il braccialetto, si grattano le croste sulle ginocchia, fanno scattare il pulsante della penna a sfera, si aggiustano i capelli.

Sono piccoli.

Qualcuno è agitatissimo, in genere qualcuno di insospettabile. Il Kalòs, che alle interrogazioni era sempre così preparato da scherzarci su, da trovare il tempo di fare le battutine, era tutto un fascio di nervi tesi. La Sindacalista non è stata ferma un attimo e prima di entrare mi ha detto "non so più niente". Poi in realtà sapeva, ma l'ho graziata di geografia perchè aveva già parlato tanto e le mancava la voce, più alta del solito di almeno due toni.
Ci sono anche quelli che tirano fuori insospettabile grinta. Il Bello e Dannato, di solito chiuso e silenzioso, emotivo e impanicato, è entrato spavaldo e sicuro, ed ha fatto fare bella figura a se stesso e di riflesso anche a me.
Ci sono quelli che la buttano sul ridere, ma è un riso un po' isterico e forzato. Come il Turpe, che ha fatto una grama e prevedibilmente trista figura.
L'esame fa ancora paura a qualcuno, forse per due minuti soltanto, forse solo per il tempo che ci mettono a capire che è una farsa come tutto il resto. Ma in quei due minuti, li vedi diversi.


Lo Squalo spesso mi telefona. Mi ha chiamata prima degli scritti, con l'apparente noncuranza di quello a cui non frega niente, ma la realtà è che non ci credeva affatto, all'ammissione. Il suo destino era quello di rifare la terza in un gruppo tipo Sporca Dozzina, ad abbruttirsi con altri pluribocciati, essere legittimato a non far nulla, passare le mattine tra aula video e macchinetta del caffè in nome della programmazione individualizzata.
Questo pensava.
Questo paventavo io, e per questo ho lottato con il consiglio.
Invece è qui a fare l'esame, ed il suo tema è piaciuto a tutti. I colleghi mi hanno detto "ma scrive bene, ha verve, è brillante", ed io ho fatto un sorriso a sessantaquattro denti, perchè lo so benissimo. All'orale non è stato nemmeno malaccio. Va bene, nelle lingue è un disastro, ma di scienze ha fatto la sua figura, di storia sa quel che dice, e di italiano ha raccontato con dignità la storia di Gertrude.
Ieri sera al telefono mi ha chiesto come fosse andato, e pur non potendo sbilanciarmi gli ho detto la verità, cioè che stava facendo bene. Mi ha chiesto se il prossimo anno, in caso di promozione alle superiori, può portarmi la pagella da vedere. ("Solo se è dignitosa, prof. Ma se non fosse dignitosa, la vuol vedere lo stesso?" Si, lui usa l'aggettivo "dignitoso". Ma usa anche "deprecabile", "miserevole", "ragguardevole"....).
E mi ha chiesto se può telefonarmi ogni tanto per dirmi come va.
Ovvio che si.

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categoria:gli esami non finiscono mai, una terza per amica
martedì, 23 giugno 2009

Chiarimento

Non avete capito.
Non sono una sadica cittadina ammazzacornacchie che non si adatta ai dolci suoni dei pennuti che mi svegliano come Cenerentola (che poi, quelli là, la aiutavano a rifare il letto, mentre le mie cornacchie no).
Non odio il cinguettare, lo scornacchiare, il tordeggiare, il tubare dei volatili tout-court.

Io odio solo quelle quattro o cinque maledette che hanno scambiato il mio terrazzo per la pista del ballo a palchetto e ci danno dentro alle CINQUE a starnazzare come il coro lirico della mia città nel Rataplàn della Forza del Destino. Calano pure, ve lo assicuro.

Le altre, che scornacchiano con grazia ed educazione, che volteggiano con garbo e discrezione, possono benissimo continuare a scagazzare sulle piastrellone del terrazzo senza tema alcuna.

P.S. = oggi, un mio alunno ha affermato che Leopardi muore confortato da Massimo Ranieri. ("E adesso, andate via....voglio restare solo.....con la malinconia......"). Va tutto bene.

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categoria:il milady pensiero, gli esami non finiscono mai
lunedì, 22 giugno 2009

I suoni della natura

Io amo gli animali.
A parte i serpenti velenosi, le vedove nere, i vermi, le zanzare giganti...insomme, a parte tutti quegli animali che di solito non stanno simpatici a nessuno.
Comunque, dicevo, io amo gli animali, e d'estate i rumori della natura non mi hanno mai dato fastidio: mi piace sentire i grilli, il cra cra di ranelle è rilassante, non mi infastidisce il frinire delle cicale.
Ma in questi giorni ce n'è uno che proprio prenderei a pallettoni.

E' una cornacchia.

Macchè una, è una comitiva. Si piazzano tutte sul terrazzo dei vicini, o sul balcone di quelli di sopra, e alle 5 di mattina intonano il peana.
Il primo giorno, vabbè, è estate, dài, chessaramai.
Il secondo giorno ho aperto gli occhi dicendo ad Athos "psssst.....tesoro....dormi? o dà forse fastidio anche a te questa cornacchia?". Lui mi ha detto, con il solito aplomb british: "guarda che sono almeno due".
Il terzo giorno sono andata in bagno e dalla finestra del medesimo ho iniziato a fare versi anch'io. Figurarsi. Ho più probabilità di fare star zitti il Turpe e lo Squalo nel banco insieme, piuttosto che di far tacere due cornacchie a tutta canna.
Il quarto giorno ho iniziato a pensare seriamente alla carabina. Solo che le cornacchie rumoreggianti si nascondo scaltramente tra le fronde. E comunque, ormai è ufficiale, ce ne sono almeno quattro o cinque. Si vede che si trovano bene.

Ora, la mia domanda è: al giorno, un tiratore scelto, quanto mai potrà costare?

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categoria:vita da sposa, parola di athos, il milady pensiero
venerdì, 19 giugno 2009

I.N.V.A.L.S.I.
(Inutile Nozionismo Valutabile Acazzo da Legioni di Stanchi Insegnanti)

E adesso volete che vi parli male della Prova Nazionale, magari, o che vi racconti di una giornata devastata e devastante. E invece no.

Alle settemmezza ero già a scuola, ad aspettare il pacco del ministero: verifichiamo l'integrità, diciamo qualche scemenza, compiliamo i verbali, e alle 8.30, rimessi i ragazzi nei loro banchi, siamo in pista. Noi angosciati all'idea di sbagliare qualcosa, loro trulli e beati come sempre.

La prova era quella lì, non si scappa: una comprensione del testo per italiano (un racconto di Buzzati, delizioso, che alcuni hanno frainteso perchè son dei coglioni, ma che i più hanno fatto bene); un'altra comprensione, di un articolo propagandistico del regime, che loda la mobilità sul lavoro, spiega ai giovani come si debba fare formazione per tutta la vita, apprendere le lingue ed essere disposti a viaggiare per il mondo, invece che avere la fissa del posto fisso; una decina di domande di grammatica - senza le contestazioni sui congiuntivi dello scorso anno - che i miei han fatto decorosamente. Mica ho fatto fare tutte quelle simulazioni per niente.

Per matematica, questiti vari, a cui qualcuno ha risposto con competenza e ragionamento, qualcuno ha risposto a culo, qualcuno non ha risposto. Io non so mica se l'avrei saputo fare.

Il bello - o il brutto - è stato correggere e riportare le risposte dei ragazzi. Ancora un po', e a forza di far pallini sulle schede gli occhi mi facevano pupi-pupi.
La fortuna è stata quella di essere con un team di colleghe tostissime. L'Austriaca è austriaca anche nella gestione degli esami. Decisa, sicura e instancabile. Lei dettava le risposte giuste e i punteggi, io e la collega di matematica (un'altra di quelle persone veramente in gamba di cui insospettabilmente la Scuola Italiana dispone) in contemporanea con i fascicoli di due allievi riportavamo la risposta, ci segnavamo a parte se fosse giusta o sbagliata e annotavamo il punteggio. Due palle così, diciamo pure. Tutto questo fino alle 16.30.


 Poi sono arrivati i genitori a prendere le pagelle: saluti, commenti, firme, ringraziamenti, anticipazioni sull'esame non date...mi son girate le balle solo al vedere la mamma di Brandon, il graziato, il salvato, il resuscitato per grazia di Dio e volontà della nazione. Ha pure fatto l'offesa con me. Sussiegosa e incazzosa, ha preso la pagella e se n'è andata. 'Affanculo, spero.

Via i genitori, alle 18.30, abbiamo ripreso in mano gli Invalsi, e con il mio magico portatile abbiamo messo dentro i punteggi, trasformati in voto e trasformati in percentuali. Santo Excel, santo subito. Il tutto, nel maxigriglione dell'esame, concorrerà alla valutazione.
Nelle altre sezioni non hanno nemmeno finito di correggere.
E non sapevano come fare, e questi punteggi come si calcolano, e questi voti come li diamo, e questo come lo contiamo, e se sbagliamo cosa succede, e noi siamo in due e voi in tre perchè ad aiutarci non è venuta quella là che si è data malata all'ultimo...eccheppalle. Hai le istruzioni, leggile!

Comunque, all'alba delle settemmezzo di sera tornavo a casa in tempo per vedere il granaio dell'impero sconfiggere i campioni del mondo. Vedere è una parola grossa: al 2' della ripresa sono crollata sul divano e ho sognato che la mamma di Brandon veniva rapita dagli alieni e portata là dove nessun uomo è mai giunto prima.

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categoria:colleghi e strateghi, gli esami non finiscono mai
mercoledì, 17 giugno 2009

Prendete la calcolatrice

Ieri sera, al coro, ero alla frutta.
O "stavo alle quaglie" come direbbe
Lady Mac. Un po' sarà il caldo, un po' è perchè mi turbano gli esami e i calcoli che comportano: io credevo che in tutt'Italia si potessero fare delle cose se non uguali almeno simili, e invece no. Per calcolare il voto di uscita dalle medie di un tredicenne, ci staimo dando alla Cabala. Ho letto il post de LaVostraProf, anch'ella coinvolta in simili perversi conteggi, e mi son consolata fino a un certo punto.
Allora, noi qui, nelle nebbie della Val Padana, facciamo così: prendiamo la media dello studente del secondo quadrimestre di quest'anno. Compresa la condotta, che serve ad alzare. 
Gli viene, mettiamo, 7,04.
Ecco, quello è il pregresso.
Cioè, quello che ha fatto in tre anni.
Dovrebbe essere il voto che riassume tutto un triennio. (E voi direte: no! è solo la media di un quadrimestre! e se in prima aveva la media del 9?! Sarebbe come a dire che gli alunni, nell'arco di tre anni, se valevano 7 in prima continuano a valere 7 anche in terza!!. Com'è, come non è, non si sa, ma visto che in prima e in seconda c'erano i giudizi - sufficiente, buono.... - e adesso ci sono i numeri, e quindi far la media del triennio era un casino, via, s'è deciso così e bon).
Quel 7,04 vale il 50% del voto finale.
Poi ci sono i due scritti, il tema e la matematica, che valgono il 10% ciascuno. E io, con i miei sei e seiemmezzo di tema, non faccio un favore a nessuno, ma pazienza.
Poi c'è inglese, che vale il 6%, e la seconda lingua, che vale il 4%. Poi c'è l'invalsi di italiano e di matematica che valgono il 2,5% ciascuna (grazie a Simone che si è accorto di come mancasse un 5%. E' che a forza di fare i conti inizio a dare i numeri).
Il colloquio vale il 15%, ma a questo punto è chiaro che, in vista del voto che si vuol dare al ragazzo, gli si dà un'aggiustatina a piacimento.
Genitori, non inorridite: il livello delle medie (nel senso delle scuole) è talmente basso che di sicuro vostro figlio non ci perde, ma ci guadagna. Perchè: se è un rompiscatole, lo promuoviamo per togliercelo dai piedi come vogliono le alte sfere, e se è uno che studia, lo premiamo con voti esageratamente alti, per differenziarlo dai fancazzisti di cui sopra.

Finiti questi frattali cosmici, togliamo il numero che abbiamo pensato, sommiamo il numero di note disciplinari del ragazzo, togliamo il numero di oggetti che gli abbiamo sequestrato, moltiplichiamo per il numero di ragazze presenti alle feste di capodanno del premier e dividiamo per il numero di paia di scarpe in possesso della coordinatrice.
Ecco, dovremmo ottenere un numero. Che, arrotondato per ec(cesso) verrà affisso sui tabelloni.
Volendo, a luglio, lo si può giocare al lotto.
Su tutte le ruote.

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categoria:gli esami non finiscono mai