Il colloquio orale di Odino
ovvero
- come disse il Gladiatore -
"avrò la mia vendetta, in questa vita o nell'altra"
Ho finito gli orali. Tristi (molti), incoraggianti (alcuni), esilaranti (parecchi).
Eppure, nonostante le minacce volate per tutto l'anno, quando hai lì un tuo alunno, che per mesi ha giocato con le figurine mentre tu spiegavi la subordinata concessiva, un'ondata di empatia umana ti coglie e decidi di sostenerlo, incoraggiarlo, aiutarlo, cerchi di farlo parlare, di lasciare che imbastisca un discorso, lasci correre certe immani vaccate sperando che il Presidente stia dormento o per lo meno che si renda conto che interrompere il candidato significa mandarlo in palla.
Per cui molti colloqui sono stati una sorta di esercizio di completamento orale, dove noi docenti parlavamo ed ogni tanto lasciavamo teatralmente in sospeso la frase perchè l'alunno potesse completarla con la parola mancante. Si fa anche questo, non inorridite.
Anzi, fate quest'esperimento, genitori che leggete il mio blog: pigliate vostro figlio e chiedetegli di parlare di un argomento di scuola qualunque (scienze, storia, tecnologia, quel che volete) per tre minuti di cronometro senza interromperlo. Poi mi fate sapere.
E' stato così fino all'ultimo giorno.
Poi è arrivato Odino. Con una tesina scaricatissima, riassunti di libri copia-incollati da internet (ma proprio dai siti della Mondadori o da Bol, tanto per dirvi il livello), e i colleghi piacevolmente sorpresi a dire "beh, ma si è sbattutto, ma porta argomenti originali, ma che bravo".
Mi è presa una botta di stanchezza.
Ho pensato "via, che parli, che mi dica a memoria quello che mi deve dire e amen, non posso mica cambiare il mondo, se poi ai colleghi piace pure...".
Ha iniziato con scienze. Sparando a memoria una paginata di informazioni sui vulcani (originalissimo, no?). La collega di matematica gli fa un paio di domande e lui resta basito, così, per non metterlo in difficoltà lo lascia proseguire e poi gli dice di passare ad un'altra materia. Odino volge verso di me la zazzera bionda, e dice "Geografia". Prendo la carta muta del Messico, gliela metto davanti agli occhi e fo segno di incominciare. Parte la mitragliata di informazioni sul Messico, che per inciso nemmeno io sapevo (cioè, non è che so il numero di abitanti per km quadrato e il PIL e l'estensione territoriale di ogni stato del mondo. E non mi vergogno di dirlo). Non c'è un appiglio per interromperlo, correggerlo, fermarlo. Appoggio un gomito sulla cattedra e mi accascio sconfitta.
E' qui che ha sbagliato.
Non vedendosi bloccato, mentre gli chiedo di passare a storia, lui involontariamente fa una cosa che non sa nemmeno lui di fare.
Fa la faccia da Draco Malfoy. Biondo, saputello, spalleggiato dal padre e con quell'aria di trionfo negli occhi.
Mentre attacca a parlare della rivoluzione cubana mi sento come se qualcuno mi avesse tirato la spada di Grifondoro e decido "eh no, non è ancora finita". Rizzo le orecchie per cogliere un aggancio e verificare se ha capito quel che mi sta dicendo.
E lui inizia una improvvida frase con " negli anni della Guerra Fredda...".
"Odino, scusami, che cos'è la Guerra Fredda?"
Mi guarda offeso per l'interruzione.
"Eh, è una guerra....."
"...sì? perchè si chiama così?"
"Perchè è stata combattuta nelle fredde terre di Germania durante la seconda guerra".
Il Consiglio di Classe assopito si desta di colpo e ammutolisce. Qualcuno ridacchia.
Finire l'esposizione di storia diventa poi un pezzo di cabaret.
Sarei già contenta così e gli dico "passa pure ad altro", invitandolo a cambiare insegnante, ma lui, tenace, deve fare il suo percorso in ordine e proclama: "Italiano, Calvino".
"Allora vuoi la guerra" penso.
"Adesso vedrà prof." pensa lui.
Ed è qui che ha sbagliato.
Di nuovo.
Perchè ormai è nel panico completo e la sua memoria gli fa un brutto scherzo.
"Calvino nasce nel 1953".
"Alt. Quindi la resistenza se l'è sognata, visto che è nato dopo?"
"Ah, no. Nasce nel 1943".
"E quindi aveva due anni quando è finita la guerra".
Silenzio.
"Beh, non mi ricordo la data, comuque nasce a Cuba dove trascorre moltissimi anni prima di venire in Italia".
"Ma se aveva due anni quando è venuto in Italia".
Credo sia uscito dicendo a tutti "La prof. Milady ha fatto proprio la stronza".
Sì.